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Storia del Ruolo

storia portiere anni30La storia di questo affascinante sport ha origini molto lontane; sin dai tempi degli antichi Greci, infatti, il calcio era conosciuto con il nome di "episkyros", poi tramandato ai Romani con la denominazione di "harpastum", entrambi erano però sport violenti privi di fair play, quasi un ibrido tra il calcio e il rugby.

Intorno al ‘400 in Italia si sviluppa invece il "calcio fiorentino", una sorta di manifestazione probabilmente "figlia" dell’harpastum, in cui due squadre si sfidavano in un campo di gioco (una piazza), con l’obiettivo di spedire la palla in un traguardo; non esistendo regole precise per fermare gli avversari, si scatenavano di norma vere e proprie risse tra i giocatori.

Solo molto tempo dopo, per la precisione nell’anno 1863, in Inghilterra il calcio prese le fisionomie di quella che è attualmente questa disciplina, grazie alla scissione tra le regole usate per il rugby (es. possibilità di giocare con le mani, contatto fisico anche violento, ecc.) e quelle usate per il Calcio, che venne denominato "FOOTBALL" (piede-palla).

Fu così scritto un regolamento in cui si definivano, la grandezza del campo, il numero dei giocatori, il diametro della palla, e delle molte delle attuali regole di gioco. Una volta stabilito che l’uso delle mani sarebbe stato sanzionato con una "punizione" a favore della squadra avversaria, sorse il problema della difesa della porta. Si decise così che solo un giocatore avrebbe potuto usare le mani durante un match.

Nasce in questo modo il ruolo del portiere di calcio, un ruolo particolare in quanto molto diverso da quello degli altri componenti della squadra. Nel tempo questo è assai mutato, adeguandosi ai cambiamenti che il calcio ha subìto in più di due secoli:
Citiamo, tra i più importanti, la modifica del 1912, in cui viene stabilito che: il portiere può toccare la palla con le mani solo all'interno della sua area di rigore e non più in ogni parte del campo;
e la modifica del 1991, anno in cui viene introdotta la norma che vieta all'estremo difensore il tocco con le mani su un retro-passaggio volontario di un compagno di squadra e su un passaggio direttamente da fallo laterale.

storia zoffIn Italia, dai primi anni del novecento ad oggi, un gran numero di forti portieri ha giocato nelle squadre di serie A e ha contribuito alle tante vittorie dei propri Club, a livello nazionale ed internazionale.

Le ottime scuole che sono nate nel nostro Paese, hanno perfezionato in modo rapido le lacune che i primi portieri avevano riguardanti la posizione, le uscite, la presa, il tuffo...

Tra i migliori portieri italiani non possiamo non citare alcuni dei "Nazionali" quali, De Prà, Combi, Sentimenti IV, Ghezzi, L. Buffon, Sarti, Albertosi, Zoff, Bordon, Zenga, Tacconi, Pagliuca, Peruzzi, Toldo e Buffon G.

Sono tantissimi i numeri uno di spessore che hanno militato e che tuttora militano nei nostri campionati di calcio.

storia buffon coppaUn breve cenno va fatto per Michelangelo Rampulla, ex portiere di serie A, capace di segnare un goal su azione in una partita di campionato, e uno dei pochi ad aver parato due rigori in un solo match di serie A. Così anche Massimo Taibi, portiere in attività, autore anche lui di un goal in una partita del nostro campionato.

 Dunque i numeri uno italiani sono diventati, grazie a queste "scuole", i migliori nel mondo.
La conferma viene dal fatto che tanti estremi difensori stranieri sono maturati calcisticamente proprio  nei nostri campionati. E' il caso di Frey, Gillet, ma anche dei brasiliani Dida, Doni e soprattutto Julio Cesar. 
Al contrario, gli stranieri che da esperti sono venuti a giocare in Italia, hanno fatto fatica a trovare spazio ed integrarsi. E' il caso del tedesco Lehmann o dell'olandese Edwin Van Der Saar. Oltre a loro, molte altre "meteore" straniere non sono riuscite a lasciare il segno, in Italia.
Con questo non si deve pensare che al di fuori del nostro Paese non ci siano stati, o non ci siano anche oggi, portieri di un buon calibro. La storia ci insegna che molti portieri stranieri hanno reso grandi le proprie Nazionali.
Tra i nomi illustri ricordiamo gli spagnoli Zamora e Zubizarreta, i russi Lev Jashin e Dasaev , l’inglese Peter Shilton, i belgi Pfaff e Michael Preudhomme , il danese Schmeichel, il tedesco Oliver Kahn, il Ceco Petr Cech e lo spagnolo Iker Casillas.

Il portiere è da sempre definito come "lo spericolato" della squadra, in quanto senza paura deve essere pronto ad affrontare gli avversari che si presentano all’interno della sua area di porta. Rapidità, giusta posizione, e una buona tecnica sono le caratteristiche princi
pali necessarie per diventare numeri uno.

storia camposUn ultimo cenno va fatto per i portieri che si sono contraddistinti tanto per la loro bravura, quanto per il loro modo bizzarro di interpretare questo ruolo. Chi non ricorda lo stravagante Higuita, portiere colombiano più volte goleador e amante delle "parate da circo" cioè, mosse acrobatiche per effettuare parate. Il messicano Campos, piccolo ma agilissimo nelle uscite (per lo più spericolate), battitore dei rigori, e amante delle divise fosforescenti. E come non citare il paraguayano Chilavert, portiere-immagine della sua Nazionale, esperto nel calciare punizioni e rigori. Per finire un cenno va al portiere-goleador d'eccezione, Rogerio Ceni. Il brasiliano che in carriera ha segnato piu' reti di molti attaccanti. Ancora in attività, ha realizzato ad oggi ben 78 gol.