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A PRANZO CON NEGRISOLO...
A colloquio con Roberto Negrisolo

images/stories/Portieri/negrisolo180[1].jpg Le interviste de "ilportiere.com".
Avevamo appuntamento con mister Negrisolo in un locale romano, per trascorrere un paio d'ore in compagnia...abbiamo dialogato a lungo con lui, scoprendo che oltre ad essere uno dei più grandi allenatori dei portieri di sempre, è anche un grande uomo.


Roberto Negrisolo, classe 1943, una vita trascorsa sui campi da calcio prima come portiere professionista, poi come allenatore dei numeri uno, quelli veri!
E' considerato il "padre" di tutti gli allenatori dei portieri; ha scoperto, cresciuto ed allenato portieri del calibro di Angelo Peruzzi, Christian Abbiati, Sebastiano Rossi e tanti altri ancora. A "ilportiere.com" si è raccontato così:

- Mister Negrisolo, quando ed in che modo è iniziata la sua carriera di allenatore dei Portieri? 

- Ho giocato a Grosseto dal 1973 al 1978 e lì ho iniziato ad allenare i portieri del settore giovanile. Tra i giovani degli allievi c'era Guido Bistazzoni, portiere che qualche anno dopo avrebbe preso il mio posto in prima squadra.
Negli anni seguenti ho ricevuto offerte da altre squadre e tra queste Avellino, Montevarchi ed Empoli. Proprio ad Empoli ho disputato la mia ultima stagione da giocatore, allenando un'altro portiere di ottima fattura quale Mario Paradisi. Poi negli anni ottanta sono approdato alla Roma, dove ho allenato moltissimi numeri uno e tra questi Attilio Gregori, Patrizio Fimiani, Angelo Peruzzi, Onorati, Savorani e tanti altri ancora.




- Come è continuata la sua carriera?

- Avrei dovuto seguire Angelo Peruzzi alla Juventus, ma preferii restare ancora a Roma, fino a quando non mi ha cercato il Milan. Dopo la lunga esperienza al Milan, dove ho allenato Mario Jelpo, Sebastiano Rossi (ero stato anche un anno al Monza dove ho scoperto e cresciuto Christian Abbiati), sono approdato al Perugia ed infine sono ritornato a Roma.
Lo scorso anno ho lasciato la società. Attualmente ho molte richieste da tante squadre importanti, ma mi "diverto" a scoprire nuovi talenti in giro per l'Italia.





- Quale è il portiere più forte e completo che ha allenato in tutta la sua carriera?

- Angelo Peruzzi è indubbiamente il portiere più completo di tutti. Di portieri ne ho allenati tanti e tantissimi ne ho visti giocare.. ma come Angelo ancora non c'è nessuno. Le sue qualità sono incredibili e la sua forza fisica è straordinaria.
Tra i portieri più forti, che io ho avuto il piacere di allenare, c'è stato anche il danese Peter Schmeichel. Negli anni ottanta la squadra danese del Broendby veniva a Trigoria due volte l'anno per la preparazione atletica ed io curavo l'allenamento dei loro portieri. Tra questi mi sorprese proprio l'allora giovanissimo Schmeichel, per la grande forza fisica e le qualità che possedeva. Era nato per fare il portiere, anche se la tecnica di base lasciava un pò a desiderare. Con lui ho lavorato molto, proprio per migliorare questo aspetto, ottenendo grandi soddisfazioni. Peter è diventato uno dei più forti portieri del Mondo, ma sono sicuro che, se negli anni seguenti avesse continuato ad allenarsi come faceva in Italia, non avrebbe avuto rivali.





- A questo punto vorremmo che lei ci dicesse un pregio ed un difetto di Angelo Peruzzi come portiere.

- Il pregio, anzi i pregi di Angelo sono principalmente due. Dal punto di vista tecnico sicuramente le uscite basse sono il suo punto di forza, ma ciò che lo ha reso davvero un numero uno è senza dubbio il carattere. La freddezza e la concentrazione di Angelo superano di gran lunga quelle di tutti gli altri portieri. Quando giovanissimo esordì a Milano (entrò al posto di Tancredi colpito da un petardo ndr) la sua tranquillità mi impressionò; sembrava stesse entrando al campo di allenamento, invece esordiva davanti ad 80 mila spettatori.
Il suo difetto è la presa in uscita alta. Molto spesso nelle uscite alte non blocca il pallone, tende a respingerlo con i pugni; inoltre secondo me dovrebbe uscire più spesso.





- Quale è il ricordo più bello di tutta la sua carriera di allenatore dei Portieri? E quello più brutto?

- E' sicuramente il primo scudetto col Milan nel 1991/92 il ricordo più bello, una soddisfazione incredibile. Mentre la mia ultima stagione a Milano (l'anno in cui allenava Tabarez) è stata la peggiore di tutte quelle che ho vissuto tra i professionisti.





- Le viene in mente qualche episodio simpatico, legato agli anni vissuti al Milan?

- Ho molti ricordi legati a quegli anni; il primo che mi torna in mente è una scommessa, che feci con Sebastiano Rossi durante un allenamento.
Mi ero soffermato a parlare con un collega fuori dall'area di rigore, a circa 20 metri dalla porta in cui Seba stava facendo allungamento. Mentre dialogavo con il mio collega Seba iniziò a prendermi in giro, sostenendo che da quella distanza non sarei mai riuscito a fargli goal...era il periodo del famoso record di imbattibilità in Serie A. Lui attraversava uno stato di forma incredibile ed era sicuro di sé..forse troppo. Scommettemmo un milione di lire alla presenza del mio amico collega. Calciai il pallone che avevo vicino ai piedi e lo piazzai proprio sotto l'incrocio dei pali. Seba ci rimase male ed io lo invitai a devolvere la somma che avevamo scommesso in beneficenza, ma non credo che lui lo abbia mai fatto!





- Quale è secondo lei il miglior allenatore dei portieri al momento in circolazione?

- Io giudico i migliori tutti coloro che lavorano nei settori giovanili e riescono ad insegnare ai portieri una buona tecnica di base. Il portiere così, quando arriva in prima squadra, è già quasi completo ed il lavoro del preparatore è solo quello di migliorare i difetti o semplicemente ottimizzare alcuni aspetti tattici. Quando sono ritornato alla Roma ho avuto la fortuna di lavorare con Claudio Del Ciello, che si occupava del settore giovanile e se mi sono ritrovato ad allenare in prima squadra portieri del calibro di Zotti, Amelia e Curci, lo devo solo a lui. Con loro ho lavorato facilmente, perchè erano già formati e con Claudio avevano curato moltissimo la tecnica di base.
Per esempio, Buffon è un grande talento, ma la sua tecnica di base lascia un pò a desiderare...del resto è approdato in prima squadra giovanissimo ed aveva ancora molto da imparare. Diventerà il più grande di tutti quando tornerà a curare la tecnica.





- Dovendo tornare indietro nella sua carriera di allenatore, cosa non rifarebbe?

- Ripensandoci bene, solo oggi mi rendo conto che, se mi fossi fidato di più del mio istinto piuttosto che degli altri, avrei portato al successo almeno 3 o 4 portieri in più. Un pò mi sono fatto condizionare dagli altri e questo forse mi ha penalizzato. Per il resto non ho rimpianti, perchè sono soddisfatto per tutto ciò che sono riuscito a fare.
Nella mia carriera ho vinto 4 scudetti con il Milan e uno con la Roma, una Champions League, una Coppa Italia, 2 volte la Supercoppa Europea e tre volte la Supercoppa Italiana.

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