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Intervista esclusiva al veterano del calcio, Ivan Pelizzoli, che nella sua lunga carriera ha rivestito il ruolo di portiere in Serie A, in Serie B, nel Campionato Russo e nella Nazionale Italiana

Nella tua vita da portiere dopo i trascorsi alla Roma, hai affrontato una stagione nel Campionato Russo, come ti sei trovato?

Dopo gli anni in Serie A con Atalanta, Roma  e Reggina, avevo voglia di confrontarmi con nuove realtà ed il Lokomotiv Mosca è capitato al momento giusto. Per me è stata un'esperienza nuova, completamente diversa da quella vissuta in Italia, e per questo bellissima. Anche se, comunque, una volta rientrato nel mio Paese, sono dovuto ripartire dalla Serie B, campionato nel quale mi sono, tra l'altro, trovato bene e in cui, oggi posso, con la mia esperienza, dare qualcosa ai portieri della nuova generazione.

 

Quale è stata, durante tutta la tua carriera, l'esperienza che ricordi con maggior piacere?

Sicuramente la stagione con la Roma in cui ho disputato la Champions League. L'emozione di scendere in campo, in una competizione internazionale così prestigiosa, è indescrivibile. Solo la musica dell'inno della Champions League, quando sei schierato in campo, ti mette i brividi.

 

Sei stato anche nel giro della Nazionale in quegli anni, con un paio di presenze.

Si, ho giocato due gare in Nazionale, una contro la Svizzera e l'altra con la Norvegia. Indossare la maglia azzurra è un'emozione grande. Non è durata molto la mia permanenza lì, ma il solo fatto di essere stato nel giro della Nazionale Maggiore è sicuramente motivo di orgoglio per me

 

Quale, tra i portieri che hai affrontato, giudichi il migiore di tutti?

Sicuramente Gigi Buffon. Anche tra quelli che ho affrontato a livello internazionale, Gigi ha qualcosa in più. E' stato il più forte portiere che ho visto giocare.

 

E tra i giovani chi potrebbe essere, secondo te, il nuovo Buffon?

Io dico Mattia Perin. Ha tutte le caratteristiche e le doti del vero Numero uno. Può diventare l'erede di Buffon, inoltre,  negli ultimi due anni è cresciuto tantissimo. E' poi io faccio il tifo per lui che è un amco e anche tra i più simpatici portieri che ci sono nel calcio proefessionistico.

 

Quale è stata la parata più bella, e quale l'errore più brutto, che hai fatto durante la tua lunga carriera?

 

Tra le parate, come più bella scelgo qualla fatta contro il Real Madrid, in Champions League, mentre tra gli sbagli ricordo un brutto errore fatto quando ero all'Albinoleffe che ancora mi rode!

 

In tutta la tua carriere professionistica, quale è stato l'attaccante che ti ha messo di più in difficoltà?

Beh senza dubbio Ronaldo...ma Ronaldo quello vero, il fenomeno, non Cristiano. Ogni volta che affrontavo l'Inter era davvero impossibile prevedere le sue giocate.

 

Quale è stato l'allenatore più bravo che hai avuto? E quale, invece il Preparatore con cui ti sei trovato meglio e che ti ha dato di più?

Come allenatore dico solo Fabio Capello. Per quanto riguarda il discorso dei preparatori che ho avuto, beh in realtà mi sono sempre trovato bene con tutti, dal primo all'ultimo, da tutti ho imparato sempre qualcosa. Se proprio devo fare un nome, dico Nello Malizia, l'allenatore dei Portieri che avevo a Bergamo ai tempi dell'Atalanta. E' stato lui, quando avevo solo 11 anni, a credere in me e a crescermi fino a portarmi a giocare in Serie A. In effetti a lui devo moltissimo. 

 

Che consiglio daresti ai giovani portieri che sognano un giorno di arrivare in Serie A?

Il consiglio è quello di credere sempre in tutto ciò che si fa e di non mollare mai. Poi, però, per arrivare in Serie A, oltre alla bravura, alle capacità e alla passione, serve soprattutto una buona dose di fortuna. Questo perchè le squadre in Serie A sono davvero poche rispetto ai tantissimi giovani che praticano questo ruolo. E' davvero difficile arrivare in alto.

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Pubblicato in Interviste Portieri
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