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LUCA MARCHEGIANI.
A colloquio con il grande Luca.

 
Le interviste esclusive de "ilportiere.com".

 

marchegiani_200[1] Altro grosso colpo del sito ilportiere.com che ha intervistato, in esclusiva,
uno dei più grandi portieri degli ultimi anni: Luca Marchegiani.
Luca(nella foto a sinistra mentre indossa il cappello ufficiale del sito ilportiere.com), che da pochi mesi ha abbandonato il calcio giocato, ci ha parlato del suo passato sportivo confidandoci qualche segreto e anche alcune curiosità...


- Luca, dopo tanti anni trascorsi in campo, all'inizio di questa stagione sportiva ti sei ritrovato lontano dal calcio giocato. E' stata una tua scelta, oppure una decisione dettata dalle poco esaudienti richieste di mercato?

- E' stata una mia scelta. Le offerte da parte delle squadre non mancavano, ma dopo un'attenta valutazione ho deciso di lasciare il calcio giocato. Non mi sentivo più pronto per affrontare di nuovo un intero Campionato, anche se, in fondo, l'ultima mia stagione era andata molto bene.

 




- Quale è stata la soddisfazione più grande di tutta la tua carriera?
E la delusione maggiore?


- E' difficile scegliere un episodio tra le tante belle soddisfazioni che mi ha regalato il calcio. Materialmente credo che la soddisfazione maggiore l'ho avuta con lo scudetto conquistato con la maglia della Lazio. Le vittorie di quegli anni le porterò sempre con me.
La delusione maggiore delle mia carriera è stata la Nazionale. Oggi il rimpianto è quello di essere arrivato in Nazionale troppo presto; ripensandoci bene, non ero ancora maturo per ricoprire un ruolo così importante ed ho pagato al primo errore. Il giudizio del pubblico è importante, ma a volte troppo critico; così spesso noi portieri veniamo "etichettati" per un solo errore commesso.





- Tra i tanti preparatori dei portieri che hai avuto, quale ti ha dato di più, dal punto di vista professionale? E quale da quello umano?

- E' una distinzione difficile da fare. Il rapporto che si crea tra il portiere ed il proprio allenatore è qualcosa che va oltre l'allenamento.
Da piccolo, fino al mio arrivo tra i professionisti, non ho mai avuto un vero e proprio preparatore che potesse darmi utili consigli.
Successivamente, sono stato seguito da diversi preparatori, ma tra i tanti cito Lido Vieri, che è stato, per me, il primo vero maestro. Lido mi ha aiutato molto a crescere.
Cito inoltre Claudio Filippi, con cui ho lavorato nelle ultime stagioni al Chievo e dal quale ho potuto imparare moltissimo, nonostante i miei già tanti anni di servizio. 






- Tra i tanti colleghi con i quali hai lavorato quale ricordi con più piacere? E quale, tra i portieri della tua generazione hai considerato il migliore?

- Ho avuto ottimi rapporti con tutti i colleghi con cui ho lavorato. Quando tra portieri di una stessa squadra si riesce a creare una buona complicità, che va oltre la competizione, si può lavorare sempre in armonia ed avere, comunque, ottimi rapporti anche al di fuori del campo.
Tra i portieri della mia generazione, reputo il migliore in assoluto Angelo Peruzzi. Io ho avuto la fortuna di lavorare con lui, Angelo è fantastico. Il ruolo di portiere negli anni è cambiato tanto, ma lui ha saputo, come nessuno, adeguarsi ai cambiamenti...nonostante la sua altezza lo penalizzasse molto.

 

- Da piccolo, c'era un portiere che cercavi di emulare? Oggi, tra i giovani portieri di Serie A, c'è un nuovo Luca Marchegiani?

- Giovanni Galli. Era il mio idolo, il portiere che cercavo di emulare, quello in cui mi rivedevo di più.
Ho una struttura fisica particolare, sono un portiere atipico e quindi non mi rivedo in nessuno dei portieri di oggi…come modo di interpretare il ruolo, però, credo che Morgan De Sanctis mi somigli molto.




- Ci racconti un aneddoto simpatico legato alla tua carriera?

- Si…un aneddoto legato al mio esordio durante il Mondiale di USA '94. Subito dopo l'espulsione di Pagliuca, vidi Mister Arrigo Sacchi letteralmente "entrato nel pallone”… la squadra era rimasta, pochi minuti dopo il fischio d’inizio, senza portiere. A questo punto, mi sono subito tolto la tuta, per lasciargli intendere la necessità di cambiare un giocatore il prima possibile.
Anche per me, comunque, la tensione nell’entrare in campo in una gara così importante era altissima; ero agitato, mi ricordo che cercai di inumidire i guanti con un pò di saliva, ma la cosa risultò impossibile poiché avevo la bocca troppo “secca”.





- Cosa ti manca del calcio giocato?

- Oggi nulla. L'unica cosa che mi manca è la quotidianità dello spogliatoio, che è poi l'unico momento spensierato della carriera di un calciatore. Ma del calcio non ho nostalgia.





- Cosa vuole fare Luca Marchegiani da grande?

- Ancora non lo so. Ora lavoro per un’emittente televisiva, commento le gare in tv. Lo faccio con passione come tutte le cose che mi piacciono. In futuro vedremo.
 

 

- Conosci il nostro portale ilportiere.com? Che consiglio vuoi dare a tutti quei ragazzi che leggeranno la tua intervista attraverso ilportiere.com e sognano di diventare, un giorno, bravi come te?
- Il sito lo conosco e lo visito spesso.
Ai giovani portieri che ci seguono sul sito, voglio dire di praticare questo affascinante ruolo, sempre e solo se si è spinti da passione e non al fine di diventare ricchi e famosi.
A livello tecnico, voglio consigliare loro di evitare, per quanto possibile, parate plateali, che stupiscono il pubblico, ma che, tuttavia, non portano a risultati concreti.

 

La redazione del sito ringrazia l'A.S.C.RO. per aver dato l'opportunità di realizzare l'intervista attraverso lo stage "Allenare il Portiere 6".
Ringrazia inoltre il portiere Luca Marchegiani per la disponibilità prestata.
 


Fonte:www.ilportiere.com
Foto:Gianluca Meola

 

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