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Un ragazzo timido introverso e simpatico; così appare Mattia Perin, fuori dal campo, mentre risponde alle domande dei tanti portieri in erba, che vorrebbero un giorno diventare come lui. In campo, invece si trasforma, e come il personaggio del noto fumetto della Walt Disney, diventa un eroe, e combatte con grinta, tenacia e con una personalità da vero Numero Uno.

Agli amici del sito ilportiere.com, in esclusiva, Mattia ha parlato del suo debutto, delle sue ambizioni e dei suoi sogni.

ILPORTIERE.COM  A che età hai iniziato a fare il portiere? E dove?

MATTIA PERIN Ho iniziato all'età di sei anni giocavo nella squadra della mia città, il Latina. Successivamente sono stato ingaggiato dal Genoa e negli ultimi due anni ho disputato un Campionato di Serie B con il Padova e poi in Serie A con il Pescara.

 

Quali sono stati i tuoi Allenatori?

Ho avuto molti allenatori da quando ho iniziato a fare questo ruolo, sinceramente tutti bravi e dai quali ho appreso moltissimo. Tra tutti, però, Gianluca Spinelli è sicuramente quello con cui mi sono trovato meglio. Per me è stato un maestro di calcio ma anche di vita. E' lui che ha creduto in me, prendenomi al Genoa, e con lui ho esordito (a soli 18 anni ndr) in Serie A. Spero di potermi allenare di nuovo con Mister Spinelli in futuro, perchè con lui ho instaurato un legame particolare.

 

Dove pensi che giocherai in futuro?

Ho un contratto che mi lega al Genoa ancora per qualche anno e quindi seguirò le scelte della società. Se potessi scegliere io, preferirei andare in una società minore a giocare titolare piuttosto che stare in una grande squadra ma non giocare affatto. Un portiere che fa la panchina ha pochissime chance di giocare durante una stagione. E' differente invece per i giocatori che in mezzo al campo hanno, comunque, la possibilità di entrare spezzoni di partita, per mettersi in evidenza.

 

 

Come si deve comportare un portiere in campo?


In campo un portiere deve rimanere sempre concentrato, deve guidare la difesa dando dei suggerimenti di gioco. Una cosa importante: è vero che il portiere deve colloquiare con la difesa, ma non lo deve fare x tutti i 90 minuti, solo all'occorrenza, in caso contrario si finirebbe per non essere più ascoltati, perché quella voce diverrebbe per gli altri giocatori solo una abitudine.
 

 
 
E fuori dal campo?
 
Intanto bisogna rispettare e adeguarsi alle regole della società, del proprio allenatore e quando si è giovani seguire anche i consigli dei colleghi più anziani dai quali si impara molto, vista l'esperienza. Un portiere, per diventare tale, deve lavorare molto e tutti i giorni, stringere i denti soprattutto nei momenti più difficili. Bisogna essere molto umili, seri, e se si è scelto di fare il portiere come professione ci si deve sempre prefissare di raggiungere l'obiettivo più alto. Solo così si resta concentrati e si migliora. Questo vale in special modo quando si deve ricominciare, dopo aver subito un infortunio. Infine, un portiere in campo deve essere freddo, concentrato, reattivo, istintivo ed elegante.
 
 
 
 
Quando fai un errore e subisci il gol, come ti senti?
 
Un portiere non deve mai colpevolizzarsi del goal subìto. Anzi deve reagire in pochi secondi rimuovendo subito l'errore. Eventuali responsabilità vanno poi chiarite, successivamente, a mente fredda. Del resto, la partita continua e ci potrebbero essere altre situazioni di gioco che invece potrebbero esaltare il portiere. Come si può prendere goal, allo stesso modo si può salvare il risultato, addirittura capovolgerlo. Il calcio è fatto di episodi.
 
 
 
Come ti relazioni con i tuoi compagni?
 
Con assoluto rispetto e ascoltando i consigli di tutti, specialmente dei più grandi. Allo stesso modo, loro si confrontano con me sia in campo che negli spogliatoi.
 
 
 
Quando con il Pescara hai giocato con la Juventus, hai subìto 6 goal. Ci racconti l'abbraccio con Buffon? Che cosa ti ha detto dopo la partita?
 
E' stato emozionante, del resto e' il portiere italiano più bravo in assoluto. Se penso che lui ha esordito in serie A, quando io nascevo e ora siamo colleghi, per me e' stranissimo. Dopo la partita mi ha solo detto di non prendermela,che non era colpa mia. In effetti ci poteva stare un risultato così, il livello dei giocatori della Juve era molto più elevato di quelli del Pescara. Mi ha detto di pensare a lavorare e di non accollarmi troppe responsabilità perchè sono ancora giovane. Sono stati consigli molto importanti per me.
 
 
 
Hai fatto parte della nazionale U21, cosa si prova ad indossare la maglia azzurra?
 
E' uno degli obiettivi più grandi per un calciatore, quando si indossa la maglia della Nazionale si comincia a capire che si fa parte veramente dei migliori. Per un giovane è il massimo far parte dell'Under 21.
 
 
 
 
Qual'è, a tuo parere, il giovane più forte che attualmente milita nel nostro Campionato?
 
Secondo me El Shaarawy,  ho giocato insieme a lui e contro di lui. E' un giocatore dalle qualità spiccate. Sta facendo molto bene ma può migliorare ancora tantissimo.
 
 
 
Hai un sogno nel cassetto? In quale squadra vorresti giocare in futuro?
 
Posso sognare!!? Beh allora dico Real Madrid. E' la squadra che ammiro di più, ma oggi per me è solo un sogno nel cassetto.
 
 
 
L'intervista è stata realizzata con le domande che i giovani portieri, partecipanti al Camp Abruzzo 2013, hanno rivolto a Mattia Perin. A tutti loro va un sentito ringraziamento.
 
La foto di Mattia Perin con la maglia de ilportiere.com è stata realizzata dal fotografo MAURIZIO SCURTI
 
 
 
 
 

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Pubblicato in Interviste Portieri
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