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I Numeri Uno sempre più protagonisti dagli undici metri. Stabilito un nuovo record in Serie A

Una distanza esigua, cruciale, tachicardica. Undici tenebrosi metri che dividono il paradiso dall'inferno. I calci di rigore descrivono da sempre sorti, destino e storia di un calciatore, di un portiere, di una squadra, di tutta una tifoseria. In competizioni brevi e seguite come un Mondiale o un Europeo assumono ancora maggiore importanza, ma nel corso di un campionato, un errore o una trasformazione dal dischetto rischiano comunque di essere decisivi per indirizzare il corso di una partita o di un'intera stagione. Nell'ultimo turno di Serie A, l'undicesimo, sono stati sbagliati ben 3 rigori: Avelar in Cagliari-Genoa, Toni in Inter-Verona, Vazquez in Palermo-Udinese. Tre imprecisioni che hanno fatto salire a 14 il numero degli errori dagli 11 metri in stagione. 14 penalty errati e solamente 23 realizzati su 37. Un record negativo per il nostro campionato.
La statistica dice che nella Serie A 2014/15 il 37,9% dei rigori non è andato a buon fine. Mai negli ultimi 15 anni c'era stata una così elevata percentuale di errori. Peggio anche dell'inizio di stagione 2012/13, quando nelle prime 10 giornate erano stati sprecati 12 penalty su 35 (34,3%). Per rendere meglio l'idea basta osservare che a questo punto della stagione 5 anni fa (20009/10) c'erano stati 5 rigori sbagliati su 28 assegnati (17,9%), 10 anni fa (2004/05) 4 su 16 (25%). Proiettando i numeri attuali alla fine del campionato in corso si arriverebbe addirittura vicini ai 50 errori complessivi: un numero mai totalizzato. Normale, quindi, porsi il solito irrisolto quesito: colpa dell'imprecisione improvvisa dei rigoristi o merito della migliore preparazione dei portieri? Se è sempre difficile stabilire le responsabilità effettive sull'esito di un rigore, è altrettanto efficace notare come sui 14 rigori sprecati, ben 13 siano stati neutralizzati dai portieri. Solo Berardi, infatti, contro l'Empoli ha centrato la traversa. Handanovic, specialista assoluto, ne ha 3 parati su 3 in stagione (Torino, Cagliari, Verona), 20 su 55 in carriera, a meno 4 dai 24 (record) respinti in Serie A da Pagliuca. Con il 36,4% di rigori parati il portiere sloveno dell'Inter è secondo come percentuale solamente a “Batman” Taglialatela, capace di pararne 12 su 28 (42,9%). E se Handanovic è un fenomeno, si sono resi protagonisti anche i giovani Sportiello dell'Atalanta e Bardi del Chievo (2 parate a testa), oltre a Perin, Buffon, Karnezis, Diego Lopez, Rafael e Romero.
 Numeri e nomi che confermano un'ipotesi sostenuta anche da Gianluca Pagliuca nelle scorse settimane: “Ai miei tempi si lavorava più con l'istinto. Ora Handanovic è destinato a superarmi, perché oltre all'istinto e alla reattività, c'è un addestramento maniacale nello studio dei rigoristi”. Una verità incontrovertibile. Anche se nessun preparatore dei portieri (abbiamo provato a contattarne diversi, ndr) vuole spiegare nei dettagli in cosa consiste questa “addestramento maniacale”, è certo che prima di ogni partita gli estremi difensori vengono “educati” sui possibili rigoristi avversari. Vengono fatti vedere i rigori calciati in precedenza, vengono analizzati movimenti, sguardi, modi di sistemare i palloni sul dischetto, e si analizzano anche le percentuali di direzione del tiro dal dischetto. Video, dati, tabelle. Scienze non esatte, ma comunque attendibili e atte ad agevolare il compito del portiere. (yahoosport.it)

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