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Quello di Szczesny è l'ennesimo infortunio subìto da un portiere in campo, a riprova che troppo spesso si deve fare i conti con avversari irruenti, anche per colpa di regolamenti obsoleti che non tutelano il ruolo

Il ruolo del portiere si sa non è adatto ai deboli di cuore. Calci, pugni, botte da orbi, e non certo la delicatezza che può avere un esterno che sfreccia sulla fascia nè l'eleganza con cui un centrocampista danza tra le linee mediane. Detto questo bisogna anche iniziare a calarsi veramente nel mondo dei portieri e capire quanto realmente sia tutelato l’estremo difensore sia nel calcio moderno che in quello passato. L’ultimo brutto episodio non serve andare a cercarlo tanto lontano. Proprio durante il match di Champions League fra Roma e Barcellona l’episodio che ha portato all’infortunio del portiere capitolino Szczesny costretto ad uscire dopo un duro scontro con l’attaccante blaugrana Luis Suarez che, involontariamente o no, ha dato una tacchettata al povero malcapitato. Esito: lussazione del dito anulare della mano sinistra e stop di un mese almeno.
Ma l’episodio di Szczesny è solo uno dei tanti, purtroppo, incidenti accorsi ad un portiere. Nel 2006 l’episodio che sconvolse tutta Londra sponda Chelsea, con il tremendo infortunio capitato a Petr Cech durante il match di Premier League contro il Reading, quando una ginocchiata involontaria dell’attaccante irlandese Noel Hunt lo prese pieno nel cranio e sfondandoglielo, facendogli perdere addirittura conoscenza. I soccorsi furono immediati e ci fu bisogno addirittura della rianimazione sul terreno di gioco. Al posto di Cech subentrò il portiere italiano Carlo Cudicini che, vista la maledizione che quel giorno incombeva sullo Stamford Bridge, a pochi secondi dalla fine del match fu vittima anche lui di un terribile scontro contro il senegalese Ibrahim Sonko; perdita di conoscenza anche qui e corsa contro il tempo all’ospedale londinese.
In questa black list non poteva non non finirci anche Marten Stekelenburg in un Inter-Roma del 2011 quando il portiere olandese in chiusura bassa si becca una pedata dall’allora interista Lucio; rianimazione in campo e anche qui corsa all’ospedale milanese.
Tornando ai giorni nostri, solo un mese fà il portiere tedesco, Bastian Lerch, nella gara tra Furth e il Buchbach, durante un'uscita ha subito un colpo in testa che lo ha costretto a una delicata operazione al cervello. Fortunatamente tutto si è poi risolto per il meglio

Questi sono solo alcuni dei più gravi episodi accaduti negli ultimi anni. La realtà è che in tanti anni di cambiamenti e adeguamenti delle regole del calcio, ciò di cui sempre poco si è fatto è garantire l'incolumità dei Numeri uno che scendono in campo. Gli organi federali, così come gli arbitri, devono capire che i portieri vanno tutelati. Punto e basta. E questo anche a discapito dello spettacolo, perchè è vero che la "carica al portiere" è una regola che esiste da tanti anni ma è anche vero che la stessa non è stata mai modificata nè rivisitata da oltre quarto di secolo. A riprova che in un calcio come quello di oggi, dove le velocità e la fisicità la fanno da padroni, e dove al minimo contatto tra due giocatori si è pronti a fermare il gioco, è assurdo non tutelare la figura che più di tutti ha l'onere e l'onore di essere ultimo difendente, e quindi, di andare spesso incontro a contatti con gli avversari....perchè il portiere ci mette non solo le mani, ma anche la "faccia"!

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