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Le parole del portiere della Nazionale...

Da quello con la Russia nel 1997 a quello con la Svezia nel 2017 che potrebbe portare a Russia 2018. E’ un cerchio che si chiude per Gianluigi Buffon, che a distanza di vent’anni giocherà un altro spareggio per accedere al Mondiale. Quando mancano due giorni alla gara d’andata in terra scandinava, il portiere e capitano dell’Italia si confida ai microfoni di Rai Sport; ecco le sue dichiarazioni: “E’ un ricorso simpatico. Lo spareggio è sempre un rischio, è inevitabile, speriamo che il risultato sia quello di vent’anni fa. La Svezia fa pensare all’Europeo del 2004, bruciò quell’eliminazione, ma in quel caso si doveva comunque fare meglio: se sei forte il destino passa dalle tue mani, senza aspettare altri risultati. Il clima è buono, c’è voglia di stare insieme e di condividere questo momento: sono due partite fondamentali e vogliamo fare bene per l’Italia intera. L’obiettivo è quello di dare una gioia a chi ci sta vicino con passione. Se andremo al Mondiale? Vent’anni fa ero più spavaldo e avrei detto di sì, adesso mi limito a dire che lavoriamo per questo”.
PAURA – “Della Svezia, così come delle squadre scandinave, fa paura la loro la metodicità. Fanno le solite cose, ma le fanno bene. Se giochi da 6, perdi. Se giochi da 6,5, pareggi. Dal 7 in su vinci”.

3-5-2 – “Io penso che il mister non abbia ancora deciso che tipo di partita faremo nello specifico, vuole ancora monitorare le condizioni di ogni elemento. Un professionista esperto come Ventura sa benissimo come approcciare alla gara, anche a livello di modulo. Piena fiducia nel nostro commissario tecnico”.
FILADELFIA – “E’ stata fatta passare come una cosa eccezionale, ma in realtà è stata una cosa normale: se non arrivano i risultati, è logico che dei professionisti si mettano a disposizione per confrontarsi, è una prassi molto usata sia in Nazionale che alla Juventus”.
PRESSIONE – “Noi non dobbiamo sentire quella esterna perché non aiuterebbe, la pressione te la dà il senso di responsabilità perché ci giochiamo molto”.
ZAZA – “Ha sbagliato solo un rigore, mica parliamo di un giocatore defunto. Trovare il capro espiatorio in lui o in Pellè mi sembra assurdo. Non si può valutare un giocatore sulla base di un rigore, al Valencia sta dimostrando il giocatore che è”
PIRLO – “Gli ho scritto un messaggio personale, con lui c’è un’amicizia più che ventennale. Ha avuto una grande carriera”.

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