• Home

E la grande tradizione italiana si fa ancora rispettare...

Il portiere è il calciatore più importante di una squadra di calcio. Senza un centravanti, un regista o un marcatore si può giocare, senza un portiere no. L’Italia è sempre stata un paese di grandi portieri e nonostante qualche anno di scarse vocazioni, adesso abbiamo una bella leva verde (Donnarumma 18 anni ancora da compiere, un anno di serie A e già le prime esigentissime critiche, Perin purtroppo sfortunatissimo etc) e ancora i grandi vecchi (Buffon, Sorrentino) che non si arrendono. Il Chievo ha vinto all’Olimpico contro la Lazio - una delle non molte sorprese di quest’anno - soprattutto per merito di Stefano Sorrentino, quasi 38 anni, una lunga esperienza di serie A alle spalle. Ha parato un sacco di palloni e permesso così il colpo dopo una partita, ovviamente, molto difensiva.

Il successo del portiere italiano (Zoff, Buffon, Galli, Marchegiani, Tacconi, Toldo, Albertosi, Peruzzi, Pagliuca, Zenga solo per rimanere ai principali da Zoff in poi) è l’evoluzione del catenaccio e del difensivismo con i portieri fortemente e acrobaticamente impegnati. Dai Sentimenti, Combi, Sarti, Cudicini etc siamo passati a generazioni di atleti moderni, che giocano in stretta collaborazione con la difesa, che la comandano. E’ un’arte che si tramanda e che si evolve e che richiede atleti sempre migliori. In Italia e in Europa l’emergere di grandi numeri 1 cammina di pari passo con un difensivismo aggressivo e contropiedista sempre più massiccio e invadente. Esportato in massima parte dagli allenatori italiani in Premier League (Ranieri, Conte etc). Qualunque squadra comincia dai punti portati da un bel portiere, vale per il Chievo e vale per la Juventus.

Condividi questo articolo