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Il rigorista Pigliacelli, racconta il suo gol:"Ho pensato di fare il cucchiaio ma.." 

28.02.2019

Il portiere italiano che gioca in Romania ha segnato un rigore davanti a 30 mila tifosi.


 

Per risolvere il problema del gol dagli undici metri, il Craiova si è affidato a Mirko Pigliacelli. Professione? Portiere. Sì, avete letto bene. Minuto 39 del primo tempo del match tra Steaua Bucarest e Craiova, Liga 1 rumena: padroni di casa avanti di un gol, ma l'arbitro assegna un calcio di rigore alla squadra guidata da Devis Mangia. Le statistiche stagionali dagli undici metri, però, sono tutt'altro che positive per il club guidato dall'allenatore italiano: il Craiova infatti ha già fallito ben 5 calci di rigore. Ecco allora la decisione davvero inaspettata: dal dischetto, tra lo stupore generale, si presenta proprio Mirko Pigliacelli. Guantoni a coprire le mani, ma freddezza degna del miglior numero 9: rincorsa, finta, e tiro che spiazza il portiere avversario. Poi la corsa dall'altra parte del campo per ricevere l'abbraccio virtuale dei proprio sostenitori. Con Pigliacelli, approdato al Craiova lo scorso gennaio, sempre più idolo dei tifosi tra parate prodigiose e adesso anche gol. A rovinare la gara perfetta del portiere italiano, però, c'è solo il risultato: nonostante la sua rete, infatti, il Craiova ha perso il match per 3-2 e adesso si trova al terzo posto in classifica, alle spalle proprio della Steaua e del Cluj.

“Ho pensato: è il mio momento”, ci svela il numero 13 del Craiova, Mirko Pigliacelli. “In un secondo ero già dall’altra parte del campo”. Nel mezzo, è successo di tutto. “Ho incrociato tanti sguardi straniti, soprattutto dei miei compagni di squadra. Pochi sapevano della scelta che aveva fatto il nostro allenatore, Devis Mangia. Ho percepito subito la massima fiducia di tutti". L’aiuto da casa non è arrivato: troppa tensione. “Mi hanno raccontato che mamma si è alzata dal divano e ha cambiato stanza. E Papà? Il giorno prima mi aveva detto ‘ma chi te lo fa fare’, e io spavaldo gli ho replicato ‘stai tranquillo, vado lì e tiro una botta’. Ieri però era sul punto di spegnere la tv”. Dall’Italia anche il suo agente, Danilo Caravello, che si trovava in compagnia degli altri soci e collaboratori della Football Service. “Nel momento in cui ci siamo resi conto che Mirko - ci confessa Danilo - stava andando sul dischetto per tirare un rigore così importante, nella stanza è calato un gelido silenzio, figlio più della curiosità e dell’attesa di un momento che poteva diventare storico. In cuor mio, però, ero abbastanza sereno perché conosco da sempre le capacità di Mirko anche fuori dai pali e la sua forte personalità. Ero convinto che avrebbe segnato”.

Pigliacelli arriva sul dischetto: è tutto pronto, o quasi. “Il portiere della Steaua si è avvicinato, sorpreso, ed in rumeno mi ha sussurrato “ma che... lo batti tu?”. Era chiaramente spiazzato”. Dalle parole ai fatti. “Poi l’ho spiazzato per davvero!”. Palla da una parte, Balgradean dall’altra. E che liberazione. Lo sguardo concentrato di Mirko si scioglie in un urlo pieno di gioia. “Ero un po’ teso, normale. Il mio primo rigore, davanti a 30mila persone che tifavano contro, in un momento così delicato della partita dato che stavamo perdendo e che eravamo alla fine del primo tempo. Ho calciato esattamente dove volevo anche se…”. La pazzia nella pazzia si chiama ‘cucchiaio’. Mirko ci svela: “E’ stato il mio primo pensiero! Ci ho ragionato per tutta la sera prima della sfida. 'E se succede? Cosa faccio? Dove calcio?’. Parlando con il mio compagno di stanza Matteo Fedele è nata l’idea del 'cucchiaio’. Mi sono detto ‘c’è chi, a 20 anni, lo ha fatto in Nazionale ad un portiere del livello di Van der Saar’, poi mi sono ricordato che dietro quella maglia c’era scritto Francesco Totti quindi ho cambiato idea e mi sono fatto da parte” scherza. “Ho pensato: è il mio momento”, ci svela il numero 13 del Craiova, Mirko Pigliacelli. “In un secondo ero già dall’altra parte del campo”. Nel mezzo, è successo di tutto. “Ho incrociato tanti sguardi straniti, soprattutto dei miei compagni di squadra. Pochi sapevano della scelta che aveva fatto il nostro allenatore, Devis Mangia. Ho percepito subito la massima fiducia di tutti". L’aiuto da casa non è arrivato: troppa tensione. “Mi hanno raccontato che mamma si è alzata dal divano e ha cambiato stanza. E Papà? Il giorno prima mi aveva detto ‘ma chi te lo fa fare’, e io spavaldo gli ho replicato ‘stai tranquillo, vado lì e tiro una botta’. Ieri però era sul punto di spegnere la tv”. Dall’Italia anche il suo agente, Danilo Caravello, che si trovava in compagnia degli altri soci e collaboratori della Football Service. “Nel momento in cui ci siamo resi conto che Mirko - ci confessa Danilo - stava andando sul dischetto per tirare un rigore così importante, nella stanza è calato un gelido silenzio, figlio più della curiosità e dell’attesa di un momento che poteva diventare storico. In cuor mio, però, ero abbastanza sereno perché conosco da sempre le capacità di Mirko anche fuori dai pali e la sua forte personalità. Ero convinto che avrebbe segnato”.

Pigliacelli arriva sul dischetto: è tutto pronto, o quasi. “Il portiere della Steaua si è avvicinato, sorpreso, ed in rumeno mi ha sussurrato “ma che... lo batti tu?”. Era chiaramente spiazzato”. Dalle parole ai fatti. “Poi l’ho spiazzato per davvero!”. Palla da una parte, Balgradean dall’altra. E che liberazione. Lo sguardo concentrato di Mirko si scioglie in un urlo pieno di gioia. “Ero un po’ teso, normale. Il mio primo rigore, davanti a 30mila persone che tifavano contro, in un momento così delicato della partita dato che stavamo perdendo e che eravamo alla fine del primo tempo. Ho calciato esattamente dove volevo anche se…”. La pazzia nella pazzia si chiama ‘cucchiaio’. Mirko ci svela: “E’ stato il mio primo pensiero! Ci ho ragionato per tutta la sera prima della sfida. 'E se succede? Cosa faccio? Dove calcio?’. Parlando con il mio compagno di stanza Matteo Fedele è nata l’idea del 'cucchiaio’. Mi sono detto ‘c’è chi, a 20 anni, lo ha fatto in Nazionale ad un portiere del livello di Van der Saar’, poi mi sono ricordato che dietro quella maglia c’era scritto Francesco Totti quindi ho cambiato idea e mi sono fatto da parte” scherza. (fonte intervista: gianlucadimarzio.it)

 


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