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Buffon e il trionfo parigino: "Chi non soffre non vince" 

23.04.2019

Il portiere italiano ince lo scudetto col PSG ma il rinnovo è ancora in dubbio..


Le recenti sconfitte rimediate contro Lille e Nantes avevano soltanto rimandato la matematica, che è infine arrivata nella giornata di ieri: stendendo il Monaco 3-1 con una tripletta dello scatenato Mbappé, il PSG ha conquistato la Ligue 1 2018/2019, ottavo titolo nella storia e sesto nelle ultime sette edizioni. Una vittoria che non è mai stata in discussione, dato che nonostante le ultime due battute a vuoto i parigini mantenevano prima dell'ultimo turno un vantaggio in classifica di 17 punti sulla seconda a 6 giornate dalla fine.

In attesa della finale della Coppa di Francia - che vedrà il PSG affrontare il Rennes sabato prossimo - è stata una vittoria che è servita a mitigare una stagione che ha visto il club presieduto da Nasser Al-Khelaifi protagonista di una deludente campagna in Champions League, vero obiettivo della proprietà. Un successo che permette al 41enne Gianluigi Buffon di centrare un record: quello conquistato nell'Esagono è il decimo campionato vinto in carriera dall'ex-portiere della Juventus dopo i 9 in bianconero e lo rende il calciatore italiano più vincente di sempre a livello di trionfi in campo nazionale.

Una vittoria che Buffon, in panchina contro il Monaco, ha voluto festeggiare prima della sfida postando su Twitter una foto accompagnata da un messaggio eloquente: "le persone che non soffrono mai non possono crescere né sapere chi sono". Una frase presa in prestito dallo scrittore americano James Arthur Baldwin che è un chiaro messaggio al PSG, chiamato a imparare dalla deludente esperienza in Champions League per ripartire e poi affermarsi anche in campo europeo, magari già a partire dalla prossima stagione.
La domanda che in molti si fanno, all'indomani della vittoria in Ligue 1 e a una settimana di distanza dalla finale di Coppa di Francia, è se nella prossima stagione, quella che vedrà il rinnovato assalto alla Champions League, Buffon farà ancora parte della rosa del PSG: il contratto in scadenza a giugno presenta un'opzione di rinnovo per ulteriori 12 mesi che dipende sia dal club che dal giocatore, e la sensazione è che archiviato l'ultimo impegno entrambe le parti in causa dovranno sedersi a un tavolo per discuterne, magari già a partire da lunedì prossimo.

La deludente esperienza europea, che ha visto i parigini uscire agli ottavi contro il Manchester United in una gara viziata anche da un errore dello stesso Buffon, potrebbe aver cambiato i piani del club: nelle scorse settimane si è parlato spesso a Parigi di un club deciso a ripartire da giugno senza gli uomini d'esperienza (Buffon ma anche Dani Alves e Thiago Silva) che avrebbero dovuto avvicinare la squadra alle top europee e che invece in questo senso hanno fallito il compito. Detto che in questo senso mancano ancora delle conferme, un'eventuale presa di posizione di questo tipo chiuderebbe la strada a un possibile rinnovo.
La stagione di Buffon lo ha visto alternarsi tra i pali con il 26enne Areola, portiere di qualità e in rampa di lancio con cui si è diviso gare e minutaggio ma che nelle ultime settimane è sembrato prendersi decisamente il posto da titolare agli occhi del tecnico tedesco Thomas Tuchel, che sembrava certo di restare alla guida del club e che invece nell'ultimo periodo, decisamente poco brillante, è stato messo in discussione come gran parte della rosa. Indipendentemente dall'allenatore, comunque, il destino di Buffon resta legato alla volontà del PSG di andare avanti e anche a quella dello stesso portiere di accettare un ruolo che sembra sempre più virare verso quello di secondo.

Per il momento, però, Buffon si gode la vittoria - per cui arriva anche il tweet di congratulazioni da parte della Juventus - e il record, che lo piazza al primo posto tra gli italiani con più vittorie in campionato: 10 trionfi totali, 8 consecutivi (gli ultimi 7 in bianconero e questo) a impreziosire una carriera dove il rimpianto continua a restare quella Champions League che ormai è una vera e propria ossessione. E che potrebbe spingerlo a fare di tutto per restare al PSG: a 42 anni quello che per molti è il più forte portiere di sempre non vuole smettere di sognare, non vuole rassegnarsi. Del resto è stato lui stesso a ricordarlo: chi non soffre non vince.


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