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Casillas si commuove: "Non so come sarà il mio futuro, ma l'importante è stare qui" 

07.05.2019

Le prime commosse parole del portiere all'uscita dall'Ospedale dopo l'infarto che lo ha colpito in allenamento...


Iker Casillas è stato dimesso dall’ospedale di Oporto dove era ricoverato da mercoledì scorso in seguito all’infarto che lo aveva colpito in allenamento. Il portiere del Porto, visibilmente emozionato e accompagnato da sua moglie, Sara Carbonero, ha ringraziato tutti e non si è sbottonato sul suo futuro: “Non so cosa mi riserverà, l’importante è stare qui”.

“Qualche giorno mi è capitato un evento che può capitare a tutti ed è toccato a me, ma siamo qui – ha detto l’estremo difensore iberico – Sono stato molto fortunato“.

“Mi sono sentito molto toccato da tutti quelli che si sono preoccupati per me. Ringrazio per tutto il sostegno che è venuto dalla rete. Sto molto meglio. Ora dovrò stare a riposto un paio di settimane o un paio di mesi. Ma è lo stesso, l’importante è esserci. Migliaia e migliaia di persone mi hanno mandato messaggi e risponderò a tutti perché ora avrò tempo. Non so cosa mi riserverà il futuro, l’importante è stare qui”.

Sul suo futuro, gli esperti sono divisi: molti credono che il portiere non potrà più tornare a giocare a livello agonistico e sarà costretto a ritirarsi nonostante abbia da poco rinnovato il suo contratto con il Porto. L’obiettivo di Casillas era quello di giocare anche oltre i 40 anni.

Nelson Puga, il medico del Porto, ha chiarito l’entità del problema sofferto da Casillas: “Era totalmente imprevedibile, senza alcun segnale di allarme e con nessun caso in famiglia di malattie cardiache in età precoce”. Secondo Puga si è trattata di una malattia “silenziosa”, che si sviluppa lentamente e che, all’improvviso, “a causa di alcuni fattori, può provocare l’occlusione di una arteria e un infarto”.

“Se Iker non fosse stato assisitito tempestivamente, avrebbe potuto avere complicazioni acute o future per il cuore, come aritmie, necrosi del muscolo cardiaco e anche la morte improvvisa. Il ritorno? Dipenderà da come il suo corpo risponderà, dalla sua volontà e dai risultati clinici”.


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