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Dal Milan arriva Gabriel in prestito...

 Il nuovo portiere della Spal è Gabriel Vasconcelos Ferreira. O, semplicemente, Gabriel. Compirà 25 anni il prossimo 27 settembre (gran bella data, il “Barone” Liedholm adorava i giocatori nati sotto il segno della Bilancia), è brasiliano di Unaí (stato di Minas Gerais), cresciuto alla prestigiosa scuola del Cruzeiro di Belo Horizonte. Arriva dal Milan, in prestito secco.
È bravo? Michel Platini quando era c.t. della Nazionale francese e diramava la lista dei convocati lasciava che i portieri li scegliesse il loro preparatore «perchè solo un portiere capisce di portieri». Se Platini ragionava così, figuriamoci se azzardiamo noi un giudizio sul guardiano mineiro. Di sicuro gli amici che abbiamo interpellato, specialisti del ruolo, ci assicurano che Gabriel tecnicamente è fortissimo. La miglior scelta, in tal senso, che la Spal potesse compiere.
Ma qual è stata la traiettoria di Gabriel? Approdato giovanissimo alla Toca da Raposa (la tama della Volpe, il centro giovanile del Cruzeiro), ha compiuto tutta la trafila con il club azzurrostellato, fino ad arrivare in prima squadra a 17/18 anni, come terzo portiere. Un predestinato, tanto da essere acquistato dal Milan senza che avesse ancora esordito da titolare. Nel frattempo, nel 2011, si era laureato campione del Mondo Under 20 e campione Sudamericano, sempre Under 20, con la Nazionale brasiliana di categoria. L’anno dopo ha conquistato la medaglia d’argento a Londra con la Rappresentativa Olimpica del suo Paese. Un predestinato, tanto da essere chiamato nella Nazionale maggiore già nel 2010 (c.t. Mano Menezes, attuale allenatore proprio del Cruzeiro) per poi esordire nel 2012 contro la Svezia.
Più difficile l’impatto con la realtà italiana. Il Milan lo ha fatto giocare un anno in Primavera, poi il debutto in prima squadra nel 2013/14 per un totale di 7 presenze. Quindi una serie di prestiti: Carpi, Napoli, nell’ultima stagione - da gennaio - al Cagliari. In A, con i partenopei e i sardi, appena 4 presenze totali. A Carpi, giocando con la dovuta continuità, è invece stato protagonista: prestazioni straordinarie, spesso decisivo, promozione finale in serie A.
Fisico imponente (1.93 per 90 chili), reattivo, fortissimo tra i pali, bravo nel gioco con i piedi, Gabriel è in cerca di definitiva consacrazione. A 25 anni non ha più tempo da perdere, deve giocare. Finora lo ha fatto solo a Carpi, appunto. In serie A possiede esperienza limitata (7 partite in tutto), però ha personalità, mezzi e voglia di emergere. Se il Milan lo ha dato, è chiaro che l’obiettivo dei rossoneri è vederlo impiegato come titolare, almeno in partenza e dandogli tempo. Difficile, quindi, credere che la Spal a questo punto stia ancora tentando di riottenere il prestito di Alex Meret, o dalla stessa Udinese o dalla società cui i friulani cederanno il guaridano (Napoli favorito, poi tante ipotesi). Prendere Gabriel e dirgli «scusa ma ci ridanno Meret, tu stai in panchina», non avrebbe proprio senso. Riottenere Meret e dirgli «pardon, il Milan ci ha prestato Gabriel, deve giocare lui», sarebbe musica identica. E mettere in concorrenza i due portieri toglierebbe serenità ad entrambi.
Più logico ingaggiare un altro portiere deputato al ruolo di “secondo”. In tal senso sarebbe perfetto il profilo del serbo Boris Radunovic, dell’Atalanta, nell’ultima stagione in prestito all’Avellino in serie B. L’accordo tra Spal e bergamaschi pareva raggiunto, per il prestito, poi però si è inserito il Verona - o almeno così dicono - e tutto sembra quantomeno congelato.
Nel frattempo, anche se ancora non c’è l’annuncio ufficiale la Spal accoglie Gabriel. Se gli verrà data fiducia potrebbe rivelarsi un grande colpo. In caso contrario, non avrebbe avuto senso insistere col Milan per ottenere il prestito - concesso - del portiere.

 

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