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La qualificazione della Roma agli ottavi di finale dopo 5 anni di assenza passa per le mani di Szczesny. 

La sua crisi era iniziata proprio lì, nella sfida d’andata, in quella serata di Borisov in cui alla fine il portiere polacco ammise amaramente: «È inutile analizzare una sconfitta in cui gli errori del portiere sono stati così netti».

Ma stavolta la storia regala un altro Wojciech, autore di un miracolo su Gordeichuk. «È vero, mi sono divertito a rivederla – dice il polacco –. Per i portieri è così: a volte le cose non vanno bene e non puoi dire niente, quando invece sei decisivo te le puoi godere. Cosa non va? All’inizio facevamo molto bene in fase offensiva ed eravamo meno buoni in quella difensiva. Ora, invece, controlliamo meno il gioco ma siamo meno pericolosi. Ma sono sicuro che con Garcia troveremo l’equilibrio giusto».
Sembrano superati i tempi del dualismo con De Sanctis. Un pensiero verso i supporters contestatori: «I tifosi hanno il diritto di sentirsi frustrati, di aspettarsi uno spettacolo migliore di quello che gli abbiamo offerto. Ma magari a casa, a mente fredda, tutti saranno più felici». Intanto le sue manone hanno riportato la Roma tra le prime 16 d’Europa.

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