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Giovanissimo portiere dell'Inter...

Marco Pissardo. Portiere della Primavera dell’Inter, si è distinto con la maglia neroazzurra soprattutto per la sua grande personalità mostrata tra i pali, confermando quanto di buono visto già nel campionato Primavera con l’Inter.

La storia di Pissardo è l’ennesima storia di un ragazzo che con sacrificio ed impegno, sta pian piano cercando di raggiungere i livelli più alti del calcio sognando, un giorno, di esordire tra i pali della porta neroazzurra a ‘San Siro’. Racconti, aneddoti e curiosità della vita e della carriera di Pissardo, riassunti in 5 punti.
Il miglior portiere dell’ultimo Torneo di Viareggio
Forse non tutti conoscevamo, prima del Torneo di Viareggio, chi fosse davvero l’estremo difensore della Primavera dell’Inter. Tutti, tranne l’entourage della dirigenza neroazzurra che invece punta molto sul giovane Marco per l’immediato futuro nell’Inter. La società, come spesso accade, potrebbe anche optare di mandarlo in prestito altrove per ‘farsi le ossa’, magari in B, ma nel frattempo Pissardo si gode il suo piccolo traguardo raggiunto: miglior portierere del Viareggio.
Un premio che è una gioia doppia per i baby portierino dell’Inter dopo la conquista del trofeo da parte della squadra. Per Marco, la sua carriera, sembra essere già scritta e parte da molto lontano, con la passione per lo sport e l’amore di una famiglia che lo ha sempre seguito e che continua a farlo partita dopo partita.
A 5 anni già in porta, su consiglio di papà
A Baveno, in provincia di Varese, è iniziata l’avventura di Marco Pissardo: a 5 anni tutti i suoi amici andarono a giocare a pallone e lui, anche se non così attratto dal gioco, decise di provarci. Papà Pierguido, allenatore che quell’anno iniziava la sua avventura alla guida della prima squadra del Baveno, che guida tutt’ora dopo averla portata dalla Seconda categoria all’Eccellenza, lo accompagnò, lo osservò e poi gli fece capire di non essere portato per fare il giocatore di movimento.

Fu così che il giovanissimo Marco decise di provare in porta, data anche la stazza decisamente più massiccia rispetto ai coetanei. Ha giocato lì fino ai 9 anni, fino a quando al campo andò un osservatore dell’Inter per visionare un suo compagno e invece chiamarono lui che l’anno comincerà la sua trafila in nerazzurro.
Non solo il Viareggio, anche la prima convocazione coi ‘grandi’
Per Pissardo il Torneo di Viareggio ha rappresentato, dopo aver ereditato i pali della Primavera nerazzurra dall’ottimo Di Gregorio, l'ennesima conferma di una carriera, sia pure all’inizio, in costante ascesa. Un’ascesa capace, gradino dopo gradino, di garantirgli nuove emozioni, esperienze, partite ed avvenimenti importanti, di più: decisive per la sua crescita. Una crescita, intravista anche dal tecnico dei ‘grandi’ Spalletti che, in questa stagione, lo ha anche convocato per la sua prima panchina nella massima serie con la maglia meneghina.
La convocazione però, non è coincisa con un successo per l’Inter con Pissardo testimone della sfortunata trasferta a "Marassi" col Genoa, 2-0 in favore dei rossoblù di Ballardini, con questo episodio cancellato, poi, appena sette giorni dopo, col giovane estremo difensore, stavolta contro il Benevento, fortunata mascotte dei suoi. Eppure, questo ruolo, di baby portafortuna interista, potrebbe presto terminare col classe ’98 pronto al grande salto nel calcio che conta e, magari chissà, a diventare la nuova sicurezza fra i pali, Handanovic permettendo, nerazzurri.
La personalissima tifoseria guidata da nonno Cesare
Il giovane Marco ha una tifoseria personale molto particolare. I suoi nonni Fernanda e Cesare, la sua ragazza Nicole e la mamma Emanuela cercano di supportarlo in tutti i modi standogli vicino ogni volta che possono. Come ha sempre detto lo stesso Pissardo «sono la sua forza e quando entra in campo li cerca sempre». Tutti ci tengono tantissimo a non far mai mancare il proprio supporto al ragazzo, ma se c’è tra questi uno che da quando ha iniziato a giocare a 5 anni, non si è mai perso una partita del baby portiere, è il nonno Cesare che lo segue sempre, su tutti i campi, in Italia e all’estero.
Valore di mercato: Pissardo a quota 100mila euro
Le sue ottime doti, abbondantemente descritte, lo relegano in una posizione complicata. Nella posizione di chi, a questo punto della sua parabola individuale, può solo mancare di mantenere le ottime premessi iniziali finendo irrimediabilmente nel dimenticatoio. Eppure, il nativo di Verbania sembra non poter correre questo rischio con una forza di volontà, una determinazione ed una bravura fra i pali, nel suo habitat naturale, come antidoti ad un possibile fallimento.
 

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