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Il portiere della Roma, nella prima gara di Champions ferma l'Altetico Madrid con parate decisive.

 Paratutto, anche le meteoriti di un controverso spot in onda questi giorni in tv. Il giorno dopo la sontuosa prestazione di Alisson contro l’Atletico, sui social e nelle radio è scoppiata la mania per il portiere brasiliano che con 4 super parate ha tenuto la Roma in vita nel girone di Champions guadagnandosi anche il coro della curva Sud a fine partita.
«Grande partita, ora cerchiamo di fare meglio», il tweet di Alisson. «Mi stava per cadere il telefono, l’ha preso Alisson», invece uno dei tanti post riservati dai tifosi all’estremo difensore che non si limita a parare. I compagni di reparto, infatti, gli riconoscono un carisma non indifferente nel comandare la difesa. Ma che Alisson Becker fosse un leader in Brasile già lo sapevano. Due ct come Dunga e Tite gli hanno affidato la porta della Seleçao, i suoi ex compagni lo avevano eletto capitano dell’Internacional, i tifosi lo avevano soprannominato O goleiro gato (il gatto custode).
A Roma ha passato un anno in naftalina alle spalle di Szczesny, senza polemica ma con la voglia di prendersi i guantoni da titolare. «Altrimenti sarei andato via», ha confidato. Lo ha fatto quest’anno, tra qualche dubbio e i rimpianti per la partenza del polacco. Rimpianti spazzati via martedì notte quando gli occhi di ghiaccio di Alisson hanno stregato (oltre che le tifose giallorosse) anche Griezmann e compagni. «Sono un leader nato», aveva detto d’altronde in una delle sue prime interviste da romanista. Un acquisto targato Sabatini, che oggi vale più dei 7,5 milioni spesi un anno e mezzo fa. Un cerchio che si chiude, a un anno di distanza, da quando il brasiliano si era giocato l’andata del playoff con il Porto. Nel match di ritorno giocò Szczesny, con la Roma sconfitta 0-3 e Alisson che dovette cedere il posto al polacco per il resto della stagione. (gazzettagiallorossa)

 

Alisson, classe ’92,  è giunto a Roma la scorsa stagione dopo esser stato notato nella Copa America del 2016 giocata  da titolare nella nazionale verde oro. Tuttavia la Roma lo seguiva già dai tempi dell’under 21 brasiliana e superando la concorrenza di alcuni club lo ha portato a Trigoria pagandolo 8 milioni. Con Spalletti ha perso il ballottaggio nei confronti del più noto Szczesny, venendo relegato fisso in panchina ma giocando spesso titolare in Europa League. Proprio nella competizione europea il brasiliano si è messo in mostra con alcune ottime parate, e già in certi match aveva offerto deliziose giocate di piede: Alisson è un portiere moderno, bravissimo nel giocare il pallone e con una reattività di alto livello. Gli unici difetti dell’ex International sono le uscite nel cuore dell’area, cruccio suo come per molti altri colleghi. Ieri sera ha compiuto almeno 4 parate fondamentali di cui alcune, tipo quelle su Vietto e Griezmann, avevano già fatto urlare al gol i tifosi ospiti. Paradossalmente il numero uno della Roma ha esordito in questa stagione in Serie A e solo grazie all’addio di Szczesny, passato alla Juve; Di Francesco lo ha così eletto titolare e ha deciso di puntare su di lui. Alisson ha un fisico molto possente e quello che ha rapito i tifosi giallorossi è il senso di sicurezza che ha trasmesso ai suoi compagni, imbambolati  dal dinamismo dei giocatori di Simeone. Proprio il tecnico argentino, tra l’altro grande ex della Lazio, ha fatto i complimenti a fine partita al portiere brasiliano che ha tenuto in piedi lo 0-0 fino al fischio finale. Le parate di Alisson costringono Di Francesco a lavorare su certe defaillances difensive che ieri hanno messo a repentaglio più volte il risultato: il portiere con l’Atletico ha fatto una grande partita ma non potrà tenere la saracinesca abbassata per tutto il campionato. Intanto applausi per lui, autentico salvatore della Roma in una serata in cui il pareggio a reti bianche ha del miracoloso.

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