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Il portiere albanese dell'Atalanta svela i segreti del suo successo

Una bella intervista di Bergamopost al portiere dell'Atalanta.

È il portiere della terza difesa della Serie A, eppure di lui si parla poco. Non regala scatti memorabili ai fotografi ma Etrit Berisha, estremo difensore dell’Atalanta e della Nazionale albanese, è sempre molto efficace. Lo abbiamo incontrato e abbiamo cercato di conoscerlo un po’. Una pecca? Non ha ancora assaggiato i casoncelli.

«Sono molto contento. All’inizio le cose da sistemare erano tante, ma dalla gara contro il Napoli nel girone di andata tutto è cambiato. Quel giorno non prendemmo gol e abbiamo svoltato. Siamo riusciti ad aumentare il livello delle prestazioni singole e la voglia di essere protagonisti in campionato ci aiuta a dare sempre il cento per cento, in ogni sfida. È importante, anzi determinante. Ricordo che durante l’esordio a Cagliari vedevo gli avversari sbucare da tutte le parti, mi sono chiesto se stavo giocando con i sardi o con il Barcellona. Pian piano abbiamo capito dove sbagliavamo e ci siamo corretti. Tutti insieme
La squadra non andava bene, le altre iniziavano a vincere e noi invece non ci riuscivamo. Tra Crotone e Napoli dal punto di vista mentale abbiamo svoltato. Ogni giocatore è migliorato ed è cresciuto, tutta la squadra ne ha tratto beneficio e domenica dopo domenica siamo arrivati alla bellissima realtà di oggi.
E' il momento calcisticamente più alto dela mia carriera, In campo devo essere bravo a parare, attento a dare una mano ai compagni e anche nello spogliatoio cerco di farmi sentire il giusto e nei momenti che servono. Non sono un portiere appariscente, non sto a pensare ai fotografi o alle telecamere e nemmeno mi interessa farmi vedere. È il mio carattere, sono un tipo tranquillo e mi concentro solo a quello che devo fare in campo.Le partite più complicate per un portiere sono quelle in cui per tanti minuti non hai nulla da fare. Ci sono state gare così anche recentemente, penso a Palermo e Crotone, ma pure ad altre, e non è affatto facile. Tutto sta nella concentrazione, se sei dentro la partita è normale reagire bene a poche sollecitazioni: contro la Fiorentina, ad esempio, ho fatto quasi solo quella parata su Tello nel primo tempo. In Serie A difficilmente arrivano dieci tiri in porta in sequenza, ma un bravo portiere, e non parlo ovviamente di me ma in generale, deve essere sempre sul pezzo».

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