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L'ex Portiere di Olbia e Cagliari, nel crollo del ponte Morandi, con la sua auto è caduto per 80 metri, miracolosamente illeso. Racconta la sua storia..

Ex portiere del Cagliari, attuale estremo difensore a livello dilettantistico del Legino e anche vigile del fuoco: si chiama Davide Capello ed è rimasto coinvolto in prima persona nel disastro al ponte Morandi. Quanto avvenuto a lui ha davvero dell’incredibile: è precipitato giù per 80 metri assieme al ponte mentre si trovava in viaggio da solo nella sua automobile. Ma è miracolosamente illeso: «Sono andato giù col ponte e non so cosa mi abbia salvato», ha spiegato in un vocale WhatsApp ad un amico. Sono finito sotto. La macchina è distrutta, ma io sto bene, sono uscito con le mie gambe. Pioveva forte - ha poi aggiunto cercando di ricordare il momento del crollo -, non mi sono reso conto se un fulmine abbia colpito o meno il ponte. Ho soltanto un'immagine in testa: la strada che viene giù», riporta Eurosport delle parole di Capello. Pare che mentre si trovava incastrato nelle macerie, ha chiamato il padre Franco - dirigente della squadra "Puri e Forti" di Nuoro - e gli ha detto: «Babbo è precipitato il ponte io stavo passando e sono caduto con l'auto. Non ti preoccupare sono salvo», ha spiegato il padre a Sky Tg24, prima di riportare anche quei concitatissimi attimi, «All'inizio non stavo capendo, poi gli ho detto: Davide se riesci a muoverti prova a uscire e così ha fatto. Lo ha aiutato un poliziotto che ha chiamato il 118. Qualche santo lo ha salvato e devo solo ringraziare che sia vivo». 

Una tragedia quella di Genova che ha segnato un'intera Nazione, nel crollo del ponte ci sono stati oltre 30 morti e Davide è uno dei miracolati: "E' stata una cosa terribile, una scena apocalittica, per quello che è successo è incredibile che io stia così, nel giro di pochi secondi tutto è crollato, mi sono ritrovato a testa in giù, e la mia macchina dopo un volo di diversi metri si è bloccata in quyalche modo e sono riuscito a salvarmi. I miei colleghi vigili del fuoco mi hanno aiutato e soccorso subito, sono stato fortunato perchè tanti altri purtroppo sono morti"

«Davide per me è come un fratello. Abbiamo pianto per cinque minuti al telefono per quanto accaduto. Definirlo un miracolo, per le proporzioni della tragedia che ha colpito Genova, è quasi riduttivo. Ovviamente è sconvolto, ma incredibilmente cosciente», spiega Fabio Tobia, suo ex allenatore in Prima Squadra.

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