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Dai tempi di Taffarel, passando per Julio Cesar e arrivando ad Alisson, è decisamente sfatato il mito del portiere brasiliano agli occhi degli italiani

Un bellissimo articolo tratto da  yahoosport in cui  viene sfatato il mito del portiere brasiliano, da troppi definito "scarso".
 
“In porta va il più scarso” . Il calcio praticato dai ragazzini in Brasile ci è stato spesso dipinto così, accompagnato da questa frase se vogliamo romantica, ma forse non sempre veritiera. Soprattutto al giorno d’oggi.
I portieri, da qualche decennio a questa parte, rappresentano piuttosto uno dei fiori all’occhiello del calcio verdeoro e l’attuale portiere della Seleçao, Alisson , è soltanto l’ultimo esponente di quella che può essere definita una nuova scuola di numeri uno.  Spalletti, nell’estate del 2016, era riuscito a convincere Szczesny a vivere una seconda stagione alla Roma confinando così al ruolo di ‘dodicesimo’ il talentuoso brasiliano. 
Adesso Alisson è il titolare, sia della Roma che della Nazionale brasiliana ed in entrambe gli schieramenti rappresenta uno dei punti di forza. Alla faccia del “in porta va il più scarso”.
 
IN PRINCIPIO FU TAFFAREL
Arrivò a Parma quasi per caso, quando Calisto Tanzi decise di prelevarlo dall’Internacional. Il motivo? Più pubblicitario che altro. Al patron di Parmalat faceva comodo un testimonial disposto a diffondere il marchio dell’azienda anche in Sudamerica. “Taffarel è un bravo calciatore ma anche il nostro uomo immagine per il mercato brasiliano”.
E così, Taffarel posò per i cartelloni pubblicitari Parmalat in mezzo Brasile ma, soprattutto, fu il portiere del primo “grande Parma” nonché quello della Seleçao che ci stese in finale ad Usa ’94.
Campione del Mondo, però, Taffarel lo diventò quando – ironia della sorte – era reduce da una stagione con addosso la maglia della Reggiana. A Parma ci tornerà soltanto nel 2001, collezionerà appena 5 presenze ma riuscirà a fregiarsi di un’altra Coppa Italia.
 
IL ‘DOMINIO VERDEORO’
Julio Cesar all’Inter, Dida al Milan, Doni prima e Julio Sergio (e Artur) poi nella Roma: tra il 2005 e il 2011 le big d’Italia di quegli anni affidano la propria porta ai portieri brasiliani. Un qualcosa di impensabile semplicemente qualche anno prima. Dida con la maglia rossonera vincerà l’epica finale di Champions contro la Juventus a Manchester, Julio Cesar sarà per sempre “il portiere del Triplete nerazzurro”. Il campionato 2009-2010 si concluderà con Inter, Roma e Milan in testa alla classifica: tutte e tre accomunate da un brasiliano tra i pali.
 

PORTIERE  e PRESENZE IN SERIE A
 
 
Julio Cesar 228
Dida 206
Doni 148
Rafael Andrade 90
Rubinho 87
Neto 83
Da Costa 65
Julio Sergio 59
Rafael Cabral 32
Artur  12
Gabriel 11
Nicolas 9
Taffarel 6
Alisson  6
 
Alisson è stato il 14° portiere verdeoro a giocare una partita in Serie A. Prima di lui, anche Rubinho (Genoa 2007 e poi Palermo, Livorno e Juventus), Angelo da Costa (Sampdoria 2010 e poi Bologna), Neto (Fiorentina 2011 e poi Juventus), Nicolas (Verona 2011), Gabriel (Milan 2012, poi Napoli e Cagliari), Rafael Andrade (Verona 2013 e poi Cagliari) e Rafael Cabral (Napoli 2013).

ALISSON CONVINCE
Alisson fin qui si è fatto molto apprezzare, salvando letteralmente la Roma nel debutto in Champions contro l'Atletico Madrid e incassando appena 4 goal nelle 6 gare di campionato (3 nel finale di Roma-Inter), senza avere particolari colpe. Anzi, fin qui sono stati più gli interventi strappa-applausi che gli errori quelli fatti registrare dal portiere brasiliano che ha da poco compiuto 25 anni.
Con la maglia della Seleçao, dove Ederson pagato 40 milioni dal Manchester City l'estate scorsa è il suo vice, Alisson vanta già 20 presenze. 

. La prossima estate potrebbe annunciarsi rovente. Intanto il club madrileno è pronto a mettere le mani sull’estremo difensore del futuro. Techera sarà presto un nuovo giocatore del Real Madrid.

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