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 Non ha mai giocato in A ma ha già conquistato tutti. La splendida favola di Alex Meret raccontata dal goal.com

La scuola dei portieri italiani è considerata da sempre una delle migliori al mondo. La storia del calcio racconta che alcuni tra i migliori estremi difensori di ogni tempo, provengono dai vivai nostrani e, a differenza di quello che accade per altri ruoli, le fucine dei vari club continuano a produrre talenti a ripetizione.
Se negli ultimi venti anni, Gigi Buffon è stato il simbolo per eccellenza della scuola italiana, negli ultimi tempi si sono affacciati ad altissimi livelli ragazzi di straordinario spessore che hanno già dimostrato di poter raccogliere una delle eredità più pesanti in assoluto.
Di Gianluigi Donnarumma e del suo talento fuori dal comune si sa già tutto, visto che gioca in un top club come il Milan che da sempre confluisce su di se le luci della ribalta, un po’ meno si sa forse di un altro gioiello del calcio italiano: Alex Meret.
Nato ad Udine il 22 marzo del 1997, nonostante la giovane età ha già conquistato tutti per qualità del suo bagaglio tecnico e personalità. Cresciuto nel settore giovanile dell’Udinese, ha fatto fin da subito intravedere doti fuori dal comune, tanto da fare tutta la trafila nelle varie selezioni Azzurre, U16, U17, U18 e U19.
Nel 2015 l’approdo in prima squadra come vice di Karnezis e sempre nello stesso anno, il 2 dicembre, è arrivato anche l’esordio in un match di Coppa Italia vinto dai friulani contro l’Atalanta. La sua stagione si chiuderà con un ulteriore gettone, sempre in Coppa, nell’ottavo di finale del torneo perso per 2-1 all’Olimpico in casa della Lazio.
Meret di fatto non ha giocato una sola partita in Serie A, la sua forza è però già sotto gli occhi di tutti tanto che, Antonio Conte, lo aggrega al gruppo della Nazionale maggiore nel ritiro di preparazione per Euro 2016.
La vera svolta arriva però con il trasferimento alla SPAL. Si trasferisce in prestito a Ferrara nell’estate del 2014 per ‘farsi le ossa’ in una squadra pronta a concedergli spazio e fiducia e non sciuperà l’occasione. L’esordio in Serie cadetta arriva già alla prima giornata in un match contro il Benevento, il suo inizio di stagione è però funestato da un infortunio al polso che lo tiene fuori per un mese tra novembre e dicembre.
Messo alle spalle lo stop diventa uno dei cardini di una formazione che, a dispetto di ogni pronostico, sorprende tutti fino ad issarsi in vetta alla classifica con grandissime ambizioni di promozione.
Meret ha raggiunto a 19 anni la sua precoce consacrazione e non è un caso che, dopo un fugace passaggio in U21 (dove non ha totalizzato presenze), per lui sia arrivato, a pochi giorni dal 20esimo compleanno, la convocazione, e questa volta non si tratta di stage o semplici aggregazioni, in Nazionale maggiore. Non un semplice premio, ma un vero attestato di stima da parte di un tecnico, Ventura, che nel corso della sua carriera ha dimostrato di saper puntare con forza sui giovani e che proprio in Azzurro sta cercando di aprire un nuovo ciclo.
"Fa effetto essere convocato in Nazionale: per me è motivo di grande soddisfazione, un motivo d'orgoglio. - ha commentato il giovane estremo difensore alla notizia della sua chiamata in Azzurro - Ricorderò questa giornata. Anche se, a onor del vero, bisogna dire che c'è stata una serie di infortuni che mi ha consentito di essere chiamato".
"È bellissimo tornare ad allenarsi con tanti campioni dopo lo stage dell'estate scorsa con Conte. - ha aggiunto - Sono soddisfatto anche se mi dispiace non essere con la SPAL domenica in una gara così importante come quella contro il Frosinone. Ma chi sarà scelto per sostituirmi sarà sicuramente all'altezza".
Grandi riflessi tra i pali, coraggio nell’attaccare la palla e sicurezza nelle uscite alte. Meret è il prototipo del portiere moderno e non ci sono dubbi sul fatto che il futuro sia dalla sua parte. Alcuni tra i migliori club europei, compresa la Juventus che tra qualche tempo sarà chiamata a scegliere un portiere in grado di raccogliere la pesante eredità di Buffon, gli hanno già messo gli occhi addosso, intanto il prezzo del suo cartellino cresce di partita in partita e di parata in parata.
Buffon, Donnarumma e Meret: Il passato è già scritto, il futuro anche. la Nazionale italiana per diversi anni ancora potrà contare su estremi difensori di livello mondiale capaci di garantire grande sicurezza.

 

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