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Ancora un rigore parato per il portiere del Genoa che però non riesce a risollevare le sorti della sua squadra, ancora in difficoltà

La bella prestazione disputata dal Genoa sabato pomeriggio contro la Lazio ha messo in luce diversi giocatori rossoblu, finalmente tornati ad alti livelli dopo un lungo periodo di crisi.
Tra questi rientra a pieno titolo anche Eugenio Lamanna, autore di almeno tre parate decisive, nonostante le due reti incassate. In particolare il portiere comasco si fatto notare nella sua specialità: neutralizzare i rigori.
Il tiro dagli undici metri respinto a Lucas Biglia nel recupero del primo tempo, rappresenta infatti la sesta prodezza del genere in carriera per il numero 23 rossoblu.
Prima del capitano biancoceleste, capace poi di ribadire in rete la respinta di Lamanna, ad essere ipnotizzati dall'estremo difensore genoano erano stati il suo compagno Felipe Anderson, nella gara di Coppa Italia dello scorso gennaio, Simone Zaza, ai tempi del Sassuolo nel maggio 2015, lo juventino Carlos Tevez, due mesi prima, ed il sampdoriano Pasquale Foggia, in B, nel 2012, quando Lamanna difendeva la porta del Bari. Ma la parata più significativa di tutte è senza dubbio quel rigore murato ad Adem Ljajic il 14 dicembre 2014. Appena entrato in campo al posto dell'espulso Perin, Lamanna debuttò il Serie A respingendo la massima punizione del romanista.
Un'abitudine che con il tempo il portiere dimostra di non aver scordato. Peccato solo che quando lui para un rigore la sua squadra non riesca mai a vincere. Quello di sabato contro la Lazio è stato infatti il primo punto che Lamanna è riuscito a portare a casa dopo aver respinto un penalty. In precedenza aveva infatti collezionato solo sconfitte. (calciomercato.com)

 

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