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Il portiere islandese ha parato un rigore a Leo: «Ho guardato i suoi penalty e ho avuto la sensazione che avrebbe calciato lì. Ma la cosa più importante è che abbiamo ottenuto un punto»

Grazie alla prima, storica partecipazione al Mondiale, l'Islanda ha regalato una serie di storie di vita all'intero globo. La dimostrazione anche oggi, in Russia: al debutto assoluto in questa competizione, Bjarnason e compagni hanno fermato sull'1-1 l'Argentina vice campione del mondo. Parte del merito per questo storico, fantastico risultato va anche ad Hannes Halldorsson, portiere dell'Islanda che ha negato a Messi il gol del 2-1 su rigore. Una scena da film: ed il portiere sarebbe persino in grado di produrlo, visto che come seconda passione, dopo il calcio, ha il videomaking.   Hanes Halldorsson, infatti, prima di diventare calciatore era un videomaker che amava raccontare storie di vita in giro per la sua nazione. La popolarità nasce anche grazie alla produzione del video islandese per gli Eurovision del 2012 e alla sua partecipazione allo spot della Coca Cola in vista proprio di Russia 2018. Dopo numerosi infortuni alla spalla agli inizi della sua carriera nelle giovanili, il portiere riparte dalla terza serie islandese. Tra le prime partite a difesa dei pali dell'Islanda, lo spareggio Mondiale perso contro la Croazia, quando ancora era un videomaker di professione. Nel 2016 inizia a giocare nel Randers in Danimarca, quando ancora faceva il regista. Adesso, la parata più importante della sua vita. E se mai in Islanda dovessero decidere di fare un film sul percorso della Nazionale a Russia 2018, a prescindere da dove arriverà, avrebbero già pronto anche il regista di questa splendida storia che arriva da Reykjavik.
 
«Ho fatto bene i compiti a casa». C’è sempre qualcosa di giocoso e di fanciullesco nell’Islanda del pallone, anche se sul campo, poi, tutti si comportano terribilmente sul serio. I compiti a casa del portiere Hannes Thor Halldorsson — 34 anni, 51 presenze in Nazionale, guardiano della squadra danese del Randers dopo aver giocato in Islanda, Norvegia e per 8 partite con gli olandesi del Nec Nijmegen — erano questi: «Ho guardato tanti rigori di Messi e, quando è arrivato sul dischetto, ho avuto la sensazione che avrebbe calciato proprio così».
Chissà se Halldorson sapeva che Messi ne aveva già sbagliati 2 degli ultimi 4 tirati. In ogni caso, questo non è semplicemente un numero da statistica ma è un regalo gigantesco fatto a tutto il suo Paese. Per l’Islanda era la prima partita a un Mondiale. Fermare l’Argentina e, nel caso, fermare Messi ha già fatto la storia: «Per me è come un sogno che si realizza: chi l’avrebbe detto, quando ero ragazzo, che un giorno sarei stato l’Mvp di una partita del Mondiale. La cosa più importante, però, è che il rigore parato ci ha aiutato a ottenere un punto».
Erano in tanti a chiedersi se l’Europeo di Francia 2016 (dove l’Islanda arrivò ai quarti battendo l’Inghilterra negli ottavi prima di arrendersi alla Francia) fosse un episodio irripetibile. Non la pensava così il c.t. Heimir Hallgrimsson, che alla vigilia aveva sentenziato: «Non siamo qui per un miracolo, quello che abbiamo ce lo siamo meritato».
Nello storico risultato dell’Islanda c’è anche un pizzico d’Italia: la gran partita difensiva dell’udinese Hallfredsson e il «gemellaggio» che la Gazzetta dello Sportha voluto stringere con gli «azzurri» di Reykjavik prima del Mondiale: «È per noi è un grandissimo onore — ha detto Hallgrimsson —. Ma adesso pensiamo alla prossima partita, perché l’obiettivo è superare il girone».

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