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Il portiere della Lazio parla di sè e dell'approccio al calcio, in particolar modo al ruolo del portiere.

Strakosha è secondo nella classifica europea (dei 5 campionati principali) dei portieri che hanno effettuato più parate: il numero 1 biancoceleste dall’inizio della stagione a oggi ha parato ben 58 palloni.
Se in Europa è secondo dietro a Pavlenka del Werder Brema, in Italia il primo posto non glielo toglie nessuno a pari merito con Perin del Genoa e Nicolas del Verona, che però sono 2 squadre in lotta per non retrocedere e con anche molti più goal subiti, con 20 e 29 rispettivamente.
Il ventiduenne albanese tra i pali della Lazio ha subito solamente 15 reti in 13 partita, una cifra che se rapportata alle 58 parate totali di Thomas dà ragione alla famosa citazione latina, carpe diem, perché nel cogliere l’attimo, ci si guadagna in termini di fiducia con le proprie capacità.
E questo è il primo passo per ottenere sicurezza, quella che all’inizio di questa stagione Thomas Strakosha cercava in campo e che adesso trasmette all’intera squadra.

Intervenuto ai microfoni di Premium Sport a margine dell’evento “A cena con la Lazio”, organizzato dall’associazione Anti-Cipo Onlus di Serena Grigioni, il portiere biancoceleste Thomas Strakosha ha parlato del suo momento e di quello della squadra capitolina:
“Abbiamo dimostrati fino ad oggi di essere una squadra solida. Purtroppo molte squadre si sono rinforzate ed è più dura per noi. Vedremo fine campionato, abbiamo ottenuto molti risultati utili e non dobbiamo fermarci qui. Nelle ultime partite abbiamo avuto un calo, con la Samp vogliamo vincere nonostante non sia semplice. Mio padre? Mi sono appassionato al mio ruolo vedendolo giocare da piccolo, indossando la sua divisa e i suoi guantoni. L’avversario più difficile da affrontare? Fortunatamente ce l’abbiamo noi, ed è Ciro Immobile. Rispetto tutti gli altri, ma non temo nessuno”.

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