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Il portiere del Chievo si è reso conto di essere stato il giocatore più vecchio dell'intera Serie A, ad essere sceso in campo

Il portiere del Chievo in un’intervista al sito ufficiale dell’Assocalciatori parla del suo passato e del suo presente

«Giocare 200 volte in A con la maglia del Chievo è un grande onore. Peccato per la sconfitta». Commentava così Stefano Sorrentino su Twitter dopo il match perso contro la Juventus. Il portiere del Chievo, proprio per questo suo importante traguardo, è stato intervistato dall’Assocalciatori sul sito ufficiale.
«Nell’ultima giornata di campionato, anagraficamente, sono stato il giocatore più vecchio della Serie A. Mi ha fatto piacere raggiungere un traguardo importante. Mi accorgo, guardandomi indietro, di aver fatto tanta strada e sono ben cosciente che tra un po’ finirà. E per chi, come me, ama questo lavoro e questo sport con tutto sé stesso, c’è un po’ di amarezza ma allo stesso tempo, ovviamente, sono contento di festeggiare questi traguardi».
«Dall’inizio della mia carriera il calcio è cambiato molto. L’ultimo esempio è il VAR. Può certamente essere utile, anche se mette un po’ di ansia: ogni volta che succede qualcosa in campo, ci si guarda tutti cercando di capire se verrà o meno utilizzato. Ci sono stati anche lunghi stop di gioco che possono complicare le partite, penso soprattutto alle ultime giornate di campionato, quando tutti giocano in contemporanea, potrebbe essere un fattore che complica l’andamento delle partite».
E sui suoi esordi svela un particolare curioso. «Iniziò tutto per caso. In realtà io giocavo come attaccante all’inizio. Avevo 11 anni quando durante un torneo a cui partecipammo, mancavano i portieri e l’allenatore dei giovanissimi del Bologna, mi disse di andare in porta. Accettai avendo avuto, in cambio, la fascia da capitano. Vinsi il premio come miglior portiere del torneo e da lì iniziò la mia vita tra i pali».
Ieri intanto è ripresa la preparazione della squadra a Veronello in vista dei tre impegni in pochi giorni del Chievo: la prima in casa domenica pomeriggio contro l’Atalanta e poi le due trasferte mercoledì contro il Genoa e domenica a Cagliari. Impegni tutt’altro che proibitivi per la formazione di Rolando Maran che può in questo trittico togliersi anche più di qualche soddisfazione. Da oggi allenamenti a porte chiuse per la squadra gialloblù in vista del trittico di campionato.

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