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Molti i nomi di spicco tra i pali in Francia. Negli ultimi anni la qualità dei portieri è aumentata notevolmente

Un bellissimo articolo di calcioesteronews nel quale si parla dell'evoluzione del ruolo di numero uno interra transalpina.

I guantoni, in Francia, sono sempre stati fondamentalmente sottovalutati. Negli ultimi anni in particolare, i portieri francesi non hanno ricevuto l’attenzione che meritavano, eccezion fatta, probabilmente, solo per il già citato numero 1 del Tottenham. Eppure gli estremi difensori oltralpe ci sono eccome! Anzi, la scuola francese sta vivendo una sorta di “Età dell’oro” partita dalla generazione nata nella seconda metà degli anni Ottanta. Si parla o di portieri navigati, principalmente rimasti sempre in Ligue 1 (o quasi), mantenendo un costante e spesso ottimo rendimento, o di giovanissimi dal futuro roseo. Il vivaio bleu, di recente, si sta dimostrando uno dei migliori al mondo.

Provando a seguire una linea del tempo che parte all’incirca dal 1985, si cercherà di dare diversi volti a quello che finora è stato lo sproloquio di un appassionato di calcio transalpino.
Il triennio che va dal 1985 al 1987 ha dato i natali a quattro tra i migliori portieri francesi di sempre: Steve Mandanda, Hugo Lloris, Stephane Ruffier e Benoit Costil. Il primo dei Fantastici 4, nativo di Kinshasa, ma francese d’adozione, si fa notare intorno al 2006 in quel di Le Havre, per poi passare l’anno successivo al Marsiglia. Sulla Canebière il numero 30 diventa un monumento. Capitano e leader dell’OM campione di Francia nel 2010, Il Fenomeno (da leggere, naturalmente, con l’accento sull’ultima “o”, alla francese) ha sempre offerto prestazioni di livello eccelso che gli sono valse la maglia della Nazionale. Purtroppo per lui, sulla sua strada Mandanda (ora trasferitosi al Crystal Palace) ha incontrato il secondo del quartetto. Di un anno più giovane, Lloris è esploso prima a Nizza e poi soprattutto a Lione negli stessi anni. La classe e il talento di quello che, al momento, è considerato uno tra i primi 5 portieri al mondo, hanno relegato l’ex marsigliese al ruolo di eterno secondo tra i Bleus. Ad alternarsi nel ruolo di eterno terzo sono Ruffier e Costil. Il primo (classe ’86) è ormai dal 2011 la colonna portante del Saint-Étienne, dopo 4 anni tra i pali del Monaco pre-russo. Presenza fissa tra i migliori portieri della Ligue 1, il numero 16 biancoverde ha raggiunto la piena maturità e, ormai prossimo alla scadenza del contratto con gli Stéphanois, potrebbe scegliere di cambiare aria, aspettando magari la chiamata di un top club. Costil (1987) ha fatto più anni di gavetta rispetto agli altri, passando da Caen e Sedan prima di diventare un inamovibile allo Stade Rennais. Entrato di recente nel giro della Nazionale, sottraendo il posto di terzo portiere all’Europeo proprio a Ruffier, l’estremo difensore rossonero è pronto per il salto di qualità. La casacca del Rennes, complici le ottime prestazioni in campionato, comincia decisamente a stargli stretta.
Proseguendo sulla linea del tempo si arriva al 1990, anno di nascita del buon Baptiste Reynet. Il nome è ai più sconosciuto, trattandosi del portiere del Dijon, 15esimo in campionato. Coi biancorossi da sempre (tranne che per una piccola parentesi a Lorient nel 2013/14), l’estremo difensore nativo di Romans, è ritornato quest’anno in Ligue 1 dopo alcune stagioni nella serie cadetta. Le ottime prestazioni, che nonostante le 30 reti subite in 21 partite gli sono valse la seconda miglior media voto del campionato, hanno attirato su di lui le mire di diversi club francesi e non. L’impressione è che a fine stagione possa arrivare una chiamata importante.
Altro triennio d’oro per la scuola dei portieri francesi è senz’altro quello che va dal 1993 al 1995. Nell’anno in cui i marsigliesi sollevavano la Champions League ai danni del Milan, nasceva a Parigi Alphonse Areola. Il calciatore di origine filippina è diventato finalmente titolare del PSG (club per il quale ha sempre tifato) dopo anni di prestiti tra Francia e Spagna. Dopo l’ultimo al Villarreal, Areola è tornato alla casa base, mostrando una crescita impressionante e soffiando la maglia a Kevin Trapp. Anche grazie ai suoi exploit, i parigini sono in piena lotta scudetto contro Monaco e Nizza. Proprio nel club rossonero milita un altro dei migliori prospetti del calcio francese: Yoan Cardinale. Il classe ’94 è alla seconda stagione da titolare in Costa Azzurra ed è riuscito a mantenere un costante livello di rendimento e crescita, complici anche le grandi gesta della squadra di Favre in campionato. Il suo ruolo in quella che va necessariamente considerata come una pretendente al titolo non è assolutamente in discussione. Di un anno più giovane dell’estremo difensore degli aiglons è Jérôme Prior, gardien del Bordeaux. Dopo una stagione da comprimario con l’esperto Carrasso ed il giovanissimo Bernardoni (nato nel 1997, assolutamente da seguire anche lui), il 21enne è alla sua prima versa stagione da titolare e sta facendo bene. Il talento c’è ma spesso risulta ancora grezzo, tuttavia l’impressione è che il portierino dei girondins possa avere un futuro roseo davanti a sé.
Last but not least: Alban Lafont, classe 1999. Esatto, avete capito bene. Quando Zidane, Henry, Thuram & Co vincevano il mondiale, lui ancora non era nato. Nonostante i diciotto anni appena compiuti, il ragazzo è titolare del Tolosa da gennaio dello scorso anno. Nativo di Ouagadougou, il talento dei biancomalva sta facendo progressi di partita in partita e l’impressione, quando lo si vede giocare, è quella di trovarsi di fronte a un predestinato. La strada è ancora lunga, ma la classe e la testa ci sono. Il vero futuro tra i pali bleu è suo.

La Francia è in buone mani.

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