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La magica storia del portiere costaricano che con le sue parate e la sua fede, ha portato il Real Madrid alla finale di Champions League, 

Keylor Navas è tornato ad alzare le barricate. Il portiere del Real Madrid ha vissuto una stagione decisamente travagliata, tanto che qualcuno cominciava già a dubitare di lui e a chiedersi perché una squadra come il Real affidasse la difesa dei propri pali a un portiere di un paese come il Costarica. Come se il passaporto facesse pedigree.

Arrivato alla Casa Blanca dal Levante subito dopo i Mondiali brasiliani del 2014, il portiere costaricano, pur partito come riserva di Casillas, aveva avuto modo di farsi apprezzare sin dalla prima stagione. Titolare dalla stagione scorsa, era diventato ben presto un bastione quasi insuperabile: 28 gol subiti su 34 presenze in Liga e 31 su 45 match complessivi, con ben 22 partite nelle quali aveva mantenuto inviolata la propria porta.

Operato nel giugno scorso al tendine d'Achille, Keylor Navas era rientrato a fine settembre, ma qualcosa dentro di lui sembrava essersi inceppato. Il muro del Costarica non era più lo stesso: 30 gol subiti in 25 match di Liga e 48 su 38 totali, con soltanto 6 match a porta inviolata. Ora però i media spagnoli sono tornati a celebrarlo, Keylor è tornato: provvidenziale per il Real Madrid mercoledì scorso nel ritorno della semifinale di Champions League dove ha arginato la pressione dell'Atletico Madrid e decisivo domenica sera in Liga quando ha spento le fiammate del forcing del Siviglia, almeno fino alla rete del 3-1 di Cristiano Ronaldo che ha chiuso virtualmente il match. (fonte: foxsports.it)

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