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Eì accaduto in Coppa d'Africa. Ritenuto responsabile della sconfitta col Marocco, i tifosi del Togo hanno devastato casa del portiere Agassa

Martedì il Togo si gioca contro il Congo la qualificazione ai quarti di Coppa d’Africa in Gabon, ma il portiere Kossi Agassa non vuole giocare. I compagni — anche se, come dice la stella Emmanuel Adebayor, «è la partita più importante della nostra vita» — sono solidali. E l’allenatore Claude Le Roy lo difende: «Non mi sento di dargli torto».

Agassa è turbato e furibondo perché dopo il 3-1 subito col Marocco venerdì decine di teppisti — ritenendolo colpevole di papere decisive — hanno devastato la sua casa nella capitale del Togo, Lomé, intonando cori minacciosi: «resta in Gabon, se sai che cosa è meglio per te». L’abitazione di Agassa, un veterano del calcio togolese con 19 dei suoi 38 anni trascorsi tra i pali degli Sparvieri, era stata messa sotto protezione dalla polizia fin dalle prime ore successive al k.o. con il Marocco, ma nemmeno gli agenti hanno potuto opporsi all’ira dei presunti tifosi, furiosi per come Agassa aveva subito due gol su punizione e uno da lontano. «Quando l’ha saputo, Kossi è rimasto scosso e non so se ce la farà a giocare — ha raccontato ieri Le Roy —. Noi lo stiamo aiutando in tutti i modi, ma qualsiasi decisione prenderà, comunque l’accetterò. Non merita questo trattamento, dopotutto si tratta solo di calcio». E dopotutto, ricordano i suoi compagni, il portiere era stato decisivo nel difendere lo 0-0 all’esordio contro i campioni in carica della Costa d’Avorio.

Non è la prima volta che in Togo accade un episodio simile: nel 1998 i teppisti avevano danneggiato la casa dell’attaccante Salou Bachirou, anch’egli criticato per le sue prestazioni in Coppa d’Africa. La vergogna di un giorno è diventata abitudine. (corriere.it)

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