• Home

Nella gara vinta contro l'Inter l'ex portiere del PSG ha spiccato facendo capire a tutti di essere tornato a grandi livelli

Dopo due anni e mezzo di panchina e poche presenze all'estero, Salvatore Sirigu è rientrato in Italia, dove sta facendo vedere quantorealmente vale come portiere. Decisivo domenica, nella sfida con l'inter, ancora una volta il portiere granata ha dato prova delle sue doti.


Salvatore. Di nome e di fatto. Se il Torino porta a casa tre punti d’oro contro l'Inter, buona parte del merito è di San Sirigu che si mette in trincea e salva la porta granata dall’assalto nerazzurro. Che il portiere fosse in giornata, lo capisce subito Icardi al quarto d’ora: Cancelo dalla bandierina trova in mezzo l’attaccante argentino che gira al volo. Senza fare i conti con Sirigu che compie il primo miracolo della giornata e devia in corner.
L'Inter attacca, Sirigu para — È il leit motiv di una partita stregata per i nerazzurri che assaltano il fortino granata ma si scontrano regolarmente contro l'estremo difensore di origini sarde. Cinque minuti più tardi il portiere si ripete su una gran conclusione da fuori di Candreva (un altro che di maledizioni se ne intende visto che non segna dal 15 aprile 2017). Poi la traversa di Perisic e i nerazzurri capiscono che è davvero dura. (Fonte: La Gazzetta dello Sport)

Queste poi le dichiarazioni del protagonista della giornata rilasciate al sito dell'Ansa:

"Credo che noi, per come abbiamo giocato e per quello che abbiamo dato in campo, abbiamo meritato la vittoria. Probabilmente, se fosse stato pari o avesse vinto l'Inter, non avrebbero rubato niente": è tutto in questo paradosso di Salvatore Sirigu, portiere del Torino, per spiegare l'1-0 sui nerazzurri. " È stata una gran bella partita da entrambe le parti, noi siamo stati bravi a sbloccarla e a tenere il risultato e il calcio a volte è questo. L'Inter ha tentato in tutte le maniere e oggi non gli è andata bene", ha detto Sirigu a Sky "Noi - ha poi spiegato il n.1 granata - abbiamo attraversato un periodo molto brutto, dove i risultati e anche le prestazioni non erano delle migliori. Forse abbiamo capito a un certo momento che non era più necessario guardare alla classifica, ma era meglio concentrarsi sul lavoro quotidiano per crescere come squadra, per capire anche quello che vuole l'allenatore e cercare di farlo".

K2_SOCIAL_SHARING