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E' diventato uno dei portieri piùpagati della storia del calcio, il suo passaggio dal Benfica al Manchester City è costato 40 milioni di Euro.

Una articolo competo di foxssport in cui si parla a 360 gradi del portiere brasiliano neo acquisto del City:
Ederson, classe '93, è il nuovo acquisto da record del Manchester City, ma i meno informati di calcio portoghese (viene dal Benfica), se lo staranno chiedendo: ma chi è? E ancor di più avranno spalancato gli occhi, accorgendosi che la cifra stanziato per accontentare Pep Guardiola (che ha un grande ruolo in questo nuovo acquisto), è da record, o ci si avvicina molto.
Si parla di 40 milioni di euro, che però non sono il primato del mondo in termini di cash speso per un portiere, ma quasi. Il più pagato in euro resta Gigi Buffon, comprato nel 2001 (giocava nel Parma) dalla Juventus per 53 milioni, ma Ederson è record in sterline sonanti, se le cifre dovessero essere confermate.
E la domanda torna ad aleggiare, forte, inespressa eppure presente: ma chi è davvero Ederson Moraes?
Che Bravo sia stato un buco nell'acqua si era capito ultimamente al City: non ha aiutato quanto avrebbe dovuto nella costruzione dell'azione dal basso, come preteso da Guardiola, anche se è stato praticamente scelto per quello, e non è stato mai particolarmente brillante. Non abbastanza da conservare intaccato posto in squadra e autorità presso gli addetti ai lavori. Il portiere, nell'idea di calcio di Guardiola, deve avere di certo una grossa abilità palla al piede, coraggio, capacità infinita di lettura. Quasi visione di gioco, verrebbe da dire: per questo Ederson rischia di essere uno degli acquisti più azzeccati al City, che pure già sono a quota 2 innesti top, dopo l'arrivo di Bernardo Silva dal Monaco.
Ederson, fortemente credente (ha un tatuaggio con le ali del suo angelo custode) ha anche coraggio: a 16 anni parte dal Brasile, dal San Paolo, e va ad allenarsi al Benfica. Uno dei tanti brasiliani passati nelle giovanili portoghesi, o forse no: al Benfica trova una vecchia conoscenza del calcio italiano, Julio Cesar. Che lo prende sotto la sua ala protettiva, tanto da consigliarlo all'Inter (senza successo). Chissà che penserà del suo trasferimento al City, al posto di Claudio Bravo (di cui ecco per voi le statistiche).
L'idolo di Ederson, non a caso, è Rogerio Ceni, il portiere goleador: come lui ha un gran calcio, preciso, forte. Tanto forte che, con la maglia del Benfica Under 17 ha anche fatto un gran gol. No, non di testa, ma calciando dalla propria area di rigore. Non basta: prima di una partita contro il Braga, in trasferta, ha scommesso con i compagni di poter calciare il pallone ben oltre i cavi tra le due tribune dell'Estadio Municipal. Superfluo raccontare il seguito della storia: ha vinto la scommessa, comunque.
Begiristain lo ha portato al City perché è forte sui palloni alti, non ha paura dello scontro o del contatto fisico (presupposto importante in Premier League), è fortemente strutturato, veloce di pensiero ma super calmo. Riesce ad infondere una pace zen a tutta la difesa, senza mai far calare di tono la concentrazione. Nello stile può ricordare un po' Neuer, ma è estremamente reattivo: Guardiola lo ha puntato perché legge le azioni molto bene e sa muoversi al di fuori dell'area di rigore, presupposto fondamentale se si gioca con una difesa molto alta. Guardatevi i suoi video su YouTube: ogni volta sorprende gli attaccanti perché, prima che una ripartenza si concretizzi, lui è già là, pronto a lanciare via il pallone. Ederson è stato pagato addirittura più di Oblak all'Atletico Madrid, e indovinate un po', appartiene alla scuderia dorata di uno degli uomini più potenti del calcio, Jorge Mendes. Anche se Bravo ha avuto una percentuale di precisione di passaggi del 72% in questa stagione, non è bastato.
Al City serve un giocatore che con la difesa alta e il pressing ancora più alto imposto da Guardiola, sappia gestire con freddezza un gran numero di palloni, anche rischiosi, e abbia la capacità di lanciare lungo con estrema precisione, per offrire una valida alternativa di gioco. Guardiola guarda al futuro: sa che potrà costruire Ederson, farne un portiere più forte, più freddo, capace in misura maggiore di incidere in tutte e due le fasi. Per questo lo ha scelto, per questo ora anche Ederson rientra nella sua visione di calcio, di gioco, di costruzione della manovra. Per questo, e perché Ederson calcia forte, fortissimo, così forte da far uscire il pallone dallo stadio, per scommessa.

 

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