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Il commovente gesto del portiere Jakson Follman, sopravvissuto al disastro aereo, che ha alzato la Coppa Sudamericana davanti ai propri tifosi

Due mesi dopo il disastro aereo in Colombia, la Chapecoense è tornata a giocare. La prima partita della nuova squadra è stata giocata col Palmeiras nella Coppa dell’Amicizia ed è finita 2-2.
Ma non è stato il risultato, l’aspetto più importante della giornata, che segna la rinascita di una squadra ricostruita dopo a morte di 19 tra giocatori e tecnici. Uno dei sopravvissuti, il portiere Follman, che ha perso una gamba e si muove su una sedia a rotelle, ha sollevato la Coppa Sudamericana, assegnata al club brasiliano dalla Concacaf, su richiesta del Nacional di Medellin, la società colombiana contro cui la Chapecoense avrebbe dovuto giocare la finale del trofeo. L’aereo precipitato avrebbe dovuto portare la squadra proprio a Medellin.
Tantissima emozione, comprensibilmente, quando sono scesi in campo i famigliari dei giocatori morti e quelli sopravvissuti, appena tre: Follman, Neto e Ruschel. Poi, la partita, si è fermata al 71′ per ricordare le vittime del disastro aereo. Di Grolli e Amaral i gol della rinascita della Chapecoense.

Un tentativo per ritornare alla normalità di tutti i giorni, pensare a giocare, vincere, far sognare e soprattutto dimenticare la tragedia di fine 2016 quando un aereo sulle colline di Medellin spezzò la vita ad una intera squadra di calcio, la Chapecoense. Un dramma che fece il giro del mondo non solo sportivo e oggi, a distanza di qualche mese, ecco che il club brasiliano è ufficialmente rinato, giocando la sua prima partita del dopo dramma. Un momento di fortissima commozione, che ha coinvolto tutto il Brasile e non solo e che ha confermato quanto lo sport possa unire e cementare la voglia di continuare a vivere.
Immagini forti, belle, commoventi. Di un club che torna piano piano e faticosamente alla sua vita di sempre, in una rinascita che sarà ancora difficile e lunga ma che da oggi si può considerare ufficialmente iniziata. La Chapecoense ha raccolto i cocci in queste settimane, piangendo sempre i propri morti ma volendoli onorare nel modo migliore: tornando a giocare, a calcare i terreni di calcio, quelli stessi che stavano regalando un sogno unico ad un piccolissimo club.

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