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In una lunga intervista l'ex Portiere della Nazionale parla di sè, di Buffon e della corsa scudetto tra Napoli e Juve.

La corsa scudetto tra Juventus e Napoli appassiona anche Dino Zoff, che ha confessato le sue sensazioni in un'intervista al Corriere della Sera. «La Juve deve ritornare Juve per portare a fondo il campionato. Ha trovato un Napoli agguerrito, molto determinato e aggressivo. Non le ha permesso di avere delle ripartenze adeguate, in cui la Juve è maestra», ha dichiarato l'ex portiere che ha vestito le maglie di entrambe le squadre. Zoff sa cosa vuol dire giocarsi uno scudetto nelle ultime giornate di campionato, quindi parla con cognizione di causa di questi giorni: «Si vivono quasi meglio, a dir la verità, perché non ci sono problemi di concentrazione. Quando dormivo poco ero più contento». Nell'intervista ai microfoni del quotidiano ha parlato anche del suo rapporto con la piazza partenopea: «A Napoli i primi tempi non avevo la spudoratezza di salutare già il pubblico, invece era doveroso, quindi pian piano ho imparato ad aprirmi. Questo mi ha reso più simpatico? Non lo so, però comunque più stimato».
DINO ZOFF: DALLA NAZIONALE ALLA MALATTIA
Non usa mezzi termini Dino Zoff per parlare della mancata qualificazione della Nazionale italiana ai Mondiali: «È stato un disastro». Ma l'ex portiere non si sofferma sulla doppia sfida con la Svezia, bensì sulla partita con la Spagna: «Probabilmente non abbiamo capito come eravamo. Siamo andati in Spagna facendo vedere che non avevamo paura, ma è la cosa più sbagliata del mondo». Al Corriere della Sera ha parlato anche del suo ritiro e del futuro di Gianluigi Buffon: «Potevo continuare altri 3-4 anni ma non agli stessi livelli. Buffon? È difficile, dipende da lui e dalla società. Quando mi sono ritirato io avevamo perso la Coppa dei Campioni, non eravamo andati avanti con la Nazionale agli Europei e quindi era una normale logica di ricambio». Zoff ha parlato anche dalla malattia che tre anni fa lo ha costretto a letto (a causa di una particolare forma virale ndr): «Non ho avuto paura, ma vedi le difficoltà che hai. Uno come me che ha fatto undici anni di seguito in campo e non riuscivo ad alzarmi dal letto. Dici “che cavolo succede?”. Ne sono uscito lavorando consapevolmente e facendo quello che si poteva fare».(fonte: ilsussidiardio.net)

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