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Alisson è sicuro: "Ecco perchè non vincerò io il pallone d'Oro" 

05.09.2019

In un'intervista il portiere parla del prestigioso trofeo esternando tutt le sue convinzioni..


Ha vissuto una stagione da primo della classe, conquistando la Champions League con il Liverpool e poi la Coppa America con la nazionale brasiliana, competizioni nelle quali è risultato il miglior portiere, proprio come è stato nella scorsa edizione della Premier League, ricevendo il Golden Glove per il rendimento nell'arco del campionato. Alisson Becker, però, ha un sogno nel cassetto, per quella che sarebbe un'autentica ciliegina sulla torta: il Pallone d'Oro.
"Ho letto alcune notizie su questo tema e ne sono orgoglioso, ma so che non è facile vincerlo. Ed è ancora più difficile per un portiere - sottolinea il 27enne brasiliano parlando della sua candidatura al quotidiano spagnolo 'Marca' -. Ma ho la coscienza a posto, significa che sto lavorando bene e che la gente se ne accorge. Il Pallone d'Oro sarebbe un onore, anche perché sono 56 anni che non viene dato a un estremo difensore". Il riferimento è al 1963 quando vincitore fu il russo Lev Jascin della Dinamo Mosca, primo e unico in quel ruolo a ricevere il riconoscimento. "Capite quanto sia difficile per i portieri. Il portiere partecipa sempre più alle partite. Deve essere bravo con le mani, ovviamente, e anche saper giocare con i piedi perché è una parte fondamentale per l'inizio del gioco. Inoltre, il portiere ha una visione privilegiata dell'intero campo ed è importante guidare i compagni di squadra. La differenza è che il portiere non segna gol. Li evita. E alla gente piace celebrare gli obiettivi, penso che sia per questo che gli attaccanti si distinguano un po' di più. Sarebbe un grande onore, ma preferisco pensare solo a fare il mio lavoro e aiutare il Liverpool in questa stagione".
Detto che in Italia, con la maglia della Roma, ha vissuto due stagioni "molto positive che mi hanno permesso di maturare come calciatore e come persona", Alisson sceglie la parata più bella e importante della scorsa stagione, un intervento che i tifosi del Napoli non dimenticheranno mai. "Difficile scegliere, ma credo che la parata più importante sia stata quella contro il Napoli ad Anfield Road, in Champions. Un intervento decisivo su Milik nei minuti finali del match dell'ultima giornata della fase a gironi", il giudizio dell'ex giallorosso, protagonista di un'annata memorabile, a livello di club e con la Selecao. "Ogni titolo ha la sua importanza. La Champions è il campionato di club più importante in Europa e il Liverpool non lo vinceva da molto tempo. La Coppa America è un titolo speciale perché e' stata la mia prima volta con la squadra nazionale. E' stata una stagione speciale e ci siamo divertiti molto, ma nel calcio non c'è tempo per festeggiare - conclude Alisson - e ho ancora diversi obiettivi a cui ambire con Liverpool e Nazionale, oltre a quelli individuali". (fonte: LaRepubblica)


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