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Battistini tenta una parata speciale: la Laurea 

10.02.2005

 “Sono un calciatore che si è messo a studiare e per adesso vedo più i libri che il campo, ma non sono un ex. Anzi, cerco squadra.” . Graziano Battistini lo trovi dove non t’aspetti. Lui, portiere di 34 anni, già in A con Udinese e Verona, dovrebbe starsene in campo a Bari, come ha fatto da quattro anni a questa parte e come avrebbe dovuto fare almeno fino alla scadenza del contratto, nel giugno prossimo. E invece? “Invece dopo l’allucinante retrocessione dell’anno scorso” racconta Battistini, “non rientravo nei programmi del Bari, ma mi sono ritrovato, per così dire, prigioniero del mio contratto”. Fuori mercato per rientrare da protagonista, almeno in Serie B, fuori rosa, nonostante il ripescaggio estivo dei pugliesi, Battistini a Bari non ci vive nemmeno più. “Ho ottenuto un accordo con la società di allenarmi con la primavera dell’Hellas Verona. Qui ho giocato dal 1997 al 2000 e mi sono innamorato della città. Vivo a due passi dalla sede della società con mia moglie ed i miei tre figli, Carla, Alessia e Simone. Gioco con i giovani, sto in famiglia e studio…”
Già, perché dopo il diploma di maturità di ragioneria ottenuto nel 2003, Battistini si è messo a fare sul serio anche sui libri: “Perché sentivo dentro un fuoco che ardeva e mi sono iscritto all’Università di Bari, facoltà Scienze Politiche, indirizzo economico-giuridico. Sentivo il bisogno di completarmi come persona a livello culturale. A diciannove anni ho lasciato la famiglia per andare a giocare ad Udine. Adesso che è trascorso un po’ di tempo, non sopporto più quella mancanza di inconsapevolezza che avevo allora. Dopo i trent’anni cominci a capire che la tua vita non sarà sempre nel calcio e allora cerchi di darti da fare”. Poi Battistini si infervora a parlare di esami: “La soddisfazione maggiore l’ho avuta con quello di statistica, un bel trenta. Poi fra gli altri ho dato Storia contemporanea , Sociologia, Filosofia Politica e Storia delle Dottrine politiche, forse il più affascinante. Comunque è vero che adesso ho più tempo, ma l’anno scorso ho giocato 46 partite e nonostante l’impegno in campo ho dato 4 esami. Ora sto preparando Inglese, un bello scoglio”.
“(….). Adesso aspetto Giugno per ripartire. A Bari, dopo la retrocessione i rapporti si sono raffreddati in maniera brusca. E’ stato uno smacco per tutti ed io mi sono sentito particolarmente coinvolto, decidendo di rimanere a differenza di molti altri che se ne sono andati in tutta fretta. Poi però, ho capito che non c’erano le condizioni per rimanere in squadra e c’è stato un periodo di riflessione preso in comune accordo con la società. In estate ho fatto il ritiro da solo, fino a trovare la soluzione migliore per me. Lo studio mi sta dando soddisfazioni ed equilibrio e punto alla laurea. Ma ho anche una grande voglia di ricominciare a giocare e di dimostrare che non sono finito”.


 
Fonte:
 Il Corriere della Sera (Paolo Tomaselli)


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