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Caso Amelia-guardalinee. Marco chiama la redazione de ilportiere.com per precisare 

24.03.2005

Questa mattina il portiere del Livorno Marco Amelia ha contattato la redazione del sito .ilportiere.com per contestare alcune dichiarazioni a lui attribuite, che sono state pubblicate ieri in molti quotidiani: "Alcune delle dichiarazioni riportate in diversi quotidiani Nazionali, in merito alla vicenda che mi ha visto, mio malgrado, protagonista di uno spiacevole episodio durante la gara con il Cagliari, sono infondate. Oltre a quanto da me detto, ho letto frasi del tipo - ora mi aspetto una giusta squalifica.....non possono far passare un fatto del genere etc..- e posso dire che queste sono parole che io non ho mai pronunciato! Mi sono solo limitato a raccontare l'episodio ai giornalisti, così come l'ho vissuto, e così come l'avevo già raccontato domenica sera alla trasmissione 'La Domenica Sportiva'. Qualcuno poi ha voluto attribuirmi frasi che non ho mai pronunciato e questa cosa mi ferisce".

Marco domenica scorsa, attraverso i microfoni de "La Domenica Sportiva", aveva chiesto pubblicamente scusa per il suo gesto sottolineando il fatto che il suo fosse stato solo un 'gesto di stizza' nei confronti del guardalinee e che nel suo movimento non ci fosse alcuna volontà di colpirlo.
Marco, inoltre, aveva chiesto pubblicamente scusa al collaboratore dell'arbitro esprimendo il suo dispiacere per un fatto che lo aveva comunque amareggiato.
Queste sono state le sue parole: « E’ stato un gesto di stizza, ma non volevo certo dare uno schiaffo al guardalinee. Cuttica era poi a oltre un metro da me, non potevo colpirlo. Però mi dispiace, non sono cose che debbono vedersi su un campo di calcio. Chiedo scusa a tutti, a Cuttica e alla città di Livorno, ai dirigenti. Purtroppo mi sentivo responsabile sul primo gol anche perché sono convinto che prima dell’espulsione di Galante c’era un fallo su di me ».

I FATTI:
Il dopogara di Livorno Cagliari è pieno di emozioni e parole. Ma i gol stavolta vanno in coda, come le proteste, perché prima vengono le scuse di Marco Amelia, il portiere del Livorno che si è reso protagonista di uno dei gesti più brutti della partita. Non pago di un’esagerata protesta in occasione del rigore, alla fine del primo tempo ha cercato il chiarimento con l’assistente Cuttica, che aveva segnalato all’arbitro Rosetti il mani di Galante. Il portiere del Livorno era troppo nervoso e forse anche per questo Cuttica, dopo averne ascoltato alcune frasi, ha allungato il passo e lui, che sembrava volerlo abbracciare, si è lasciato andare a una manata, ha tentato di dargli una sberla. Un atto violento, che non è andato a segno, del quale l’assistente non si è accorto ( e per questo Amelia è rimasto in campo nella ripresa) ma che non è sfuggito alle telecamere.

In serata, il giocatore ha cercato di spiegarsi attraverso i microfoni della Domenica Sportiva: « E’ stato un gesto di stizza, ma non volevo dare uno schiaffo al guardalinee. Però mi dispiace, non sono cose che debbono vedersi su un campo di calcio. Chiedo scusa a tutti, a Cuttica e alla città di Livorno, ai dirigenti. Purtroppo mi sentivo responsabile sul primo gol anche perché sono convinto che prima dell’espulsione di Galante c’era un fallo su di me »


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