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Micillo sotto choc: aggredito dopo la gara col Treviso 

24.05.2005

Ha squillato invano ieri il cellulare di Davide Micillo, 34 anni, una onorata carriera alle spalle vissuta in squadre di Serie A e di B (Ancona, Atalanta, Genoa, Parma, Brescia). Il portiere, evidentemente ha deciso di non parlare. Si è chiuso nel silenzio più assoluto. Difficile capire, impossibile spiegare, tanto meno giustificare, quanto successo. Nessun commento. Quell'episodio si commenta da solo. Quell'aggressione alla fine della gara col Treviso ha profondamente amareggiato Davide. Ferito nel profondo, non solo nel fisico. Ha preso un calcio ad una gamba ed uno schiaffo a fine partita nel sottopassaggio del Ceravolo da parte di un tifoso che era riuscito ad intrufolarsi, non si sa come, tra i giocatori delle squadre che rientravano negli spogliatoi.
A Micillo si è addebitata la colpa dei primi tre gol incassati. Una prestazione insufficiente, come succede, inutile nasconderlo. Critiche e accuse veleni e sospetti lanciati da cori, impietosamente. La prestazione di Micillo, decisamente negativa ma da inquadrare in una di quelle esibizioni in cui un atleta può incappare.  In ogni caso, nulla può giustificare quanto accaduto a fine gara.
Oltretutto con un deficit di memoria da parte di qualcuno. E' bene ricordare che otto giorni prima, sempre al Ceravolo, nella partita con il Torino Micillo si era guadagnato l'esclusivo merito di aver fermato la corsa della squadra granata verso la Serie A. Il lungo portiere impegnatissimo dagli avanti del Torino con tiri da lontano e da due passi ha parato anche l'imparabile (.....).
Insomma una prestazione superba che è servita, c'è da aggiungere a interrompere l'ultima serie negativa e a dimostrare che la squadra di Bolchi non ha voglia di mollare di fronte a una retrocessione già "codificata".(...)
Poco fortunata comunque la sua esperienza a Catanzaro, contraddistinta da assenze per infortuni. Il tecnico Bolchi ha dovuto utilizzare per un certo periodo il portiere della Primavera D'Urso, nonostante in organico ci siano anche Manitta e Lafuenti, due separati in casa per divergenze con la società.

 
Fonte: Il Corriere dello Sport (Vito Macrìna)


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