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Cudicini: il "Ragno Nero" compie settanta anni 

21.10.2005

 ll Ragno Nero è lassù in tribuna. Alto, elegante e ironico, oggi fa Settanta anni. Fabio Cudicini è legato ai colori e alla storia del Milan. E con il Milan entra nella leggenda. Semifinale con il Manchester United ad Old Trafford, Cudicini para tutto. Fabio ha la calzamaglia nera, è magrissimo, nervosissimo e bravissimo. Matt Busby, tecnico dei Red Devils, esclama: «Questo portiere è come Jascin: un grande ragno vestito di nero». Tredici giorni dopo Cudicini è campione d’Europa. Resterà per sempre «Black Spider», il Ragno Nero. Nella sera del Psv, Fabio il Ragno, papà di Carlo, portiere del Chelsea soffre un po’ per suo ultimo Milan e pensa al suo ragazzo. «Gioca poco, Eriksson voleva farlo diventare "inglese". Dopo cinque anni di residenza è possibile. Ma se non gioca nella sua squadra come può farlo in nazionale?».

Pensa spesso all’affascinante sera di Manchester, a quel Milan particolare. «Si lavorava bene», dice il Ragno. «Gli allenamenti erano pesanti, i campi duri, ma si beveva vino barbera e si giocava a carte». Il Milan di Cudicini è il Milan di Rocco e Rivera. Rocco di Rivera diceva: « Xe i miei oci, Gianni è "il calcio"». Racconta Fabio: «Quando sbagliava in allenamento il Paròn diceva: se sbaglia Gianni xe la fine del balon ». E Cudicini chi era? «Il longo. Con lui ho giocato con la calzamaglia e la panciera Gibaud». Ma ci sono stati giorni in cui lo ha fatto piangere dalla rabbia, anche se era triestino come lui. «A Milanello. E poi dicevano che eravamo amici, pappa e ciccia. Rocco era un uomo buono e giusto, sdrammatizzava sempre, aveva una parola per tutti. Ma sapeva essere duro».


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