Peruzzi:"Sul caso Lipopill fui spinto a mentire" 

24.11.2005

A quindici anni di distanza, l'attuale portiere della Lazio, Angelo Peruzzi, che nel 1990, all'epoca dello scandalo doping, giocava nella Roma, in una intervista rilasciata all'emittente 'Roma Uno', decide di dire la sua verità. Lui insieme con Andrea Carnevale, vennero trovati positivi alla fenternina dopo un controllo antidoping e vennero squalificati per un anno.
Oggi, Angelo torna a parlare della sua squalifica. Nel 1990 disse che la madre gli aveva dato una pastiglia di Lipopill dopo una abbondante cena, ma ora a "Roma Uno" svela la verita`: "E` stato un momento brutto. Fui squalificato per un anno e fui etichettato come un drogato. Ci diedero un anno, non perche` meritassimo una tale squalifica, ma perche` dicemmo, sia io sia Carnevale e l`allora presidente Dino Viola, moltissime bugie alla giustizia sportiva e credo che prendemmo un anno di squalifica per questo. Poi ci furono un`inchiesta e un processo penale nei quali io e Carnevale fummo assolti. Pero`, la storia e` completamente diversa, tanto ormai e` andato tutto in prescrizione. Non c`era stata nessuna cena. Il Lipopill me l`aveva data un giocatore. Io venivo da un infortunio e mi venne detto che, prendendola, non avrei parato di piu`, ma non mi sarei rifatto male. Fui ingenuo e stupido a crederlo e per questo meritai la squalifica. Mi dissero di dire cosi`, anche se io non volevo che fosse tirata in ballo la mia famiglia. Io accettai perche` non contavo niente. All`epoca non ero nessuno. Meglio bruciare un ragazzino piuttosto che un giocatore affermato. Le alte sfere della Federazione consigliarono questa versione al presidente Viola, sostenendo che cosi` avrei avuto soltanto tre mesi di qualifica, ma ando` diversamente. Aspettavano questo momento per massacrare Viola che per me e` stato un grandissimo presidente, e lui si e` fidato. Questa, almeno e` la mia versione".


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