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Van Der Sar, il coniglio ha chiuso la porta. 

13.02.2009

Lo chiamano "Ice Rabbit", Coniglio di Ghiaccio, per le orecchie a sventola e perché non perde mai la calma. Ma è difficile metterlo nel sacco. Edwin Van der Sar, 38 anni, olandese, ex-portiere dell'Aiax e della Juventus, dal 2005 tra i pali del Manchester United, ha stabilito domenica scorsa il nuovo record di imbattibilità per l'Inghilterra e tutto il Regno Unito: 1212 minuti, ovvero più di 20 ore, in sostanza tredici partite consecutive della Premier League, senza beccare un gol. Il record precedente, per dare un'idea di come fosse difficile batterlo, risaliva a trentotto anni fa, quando Bobby Clark aiutò l'Aberdeen a restare a reti inviolate per 19 ore e 15 minuti nel campionato scozzese. Nel mirino di Van der Saar, adesso, c'è il record mondiale di imbattibilità: 1275 minuti senza gol, stabilito da Abel Renso, con l'Atletico Madrid, nel 1990-'91. Ancora novanta minuti, un altro match, e sarebbe fatta.


"Merito del duro lavoro di tutta la squadra", ha commentato lui, con caratteristica modestia, appena conseguito il primato britannico. E in effetti la stampa inglese è la prima a riconoscere che difendere la porta del Manchester United è, perlomeno di questi tempi, un'opera collettiva. Nell'ultima gara, vinta 1-0 dai Red Devils contro il West Ham di Gianfranco Zola, Van der Sar ha dovuto fare una sola parata in tutto l'incontro. E' più impegnativo coltivare le rose del proprio giardino, ironizza il Daily Mirror. E' un po' il destino di Van der Sar, come di molti portieri, quello di non lasciare troppe tracce del suo lavoro, perlomeno nella memoria dei tifosi. Perfino quando ha praticamente vinto la finale di Champions League contro il Chelsea lo scorso maggio, parando un rigore di Anelka, è stato l'errore dal dischetto di john Terry che i più si sono ricordati.

 

Ma il record di imbattibilità è l'occasione, da parte di Alex Ferguson, il suo allenatore, dei suoi compagni, incluse le stelle Cristiano Ronaldo e Rooney, dei media e dei fans, per riconoscere che "Ice Rabbit" è uno dei grandi portieri del mondo, spettacolare quando è necessario, come ha dimostrato tante volte nella sua carriera con parate prodigiose nell'Olanda e nei club in cui ha militato, controllato e professionale sempre e comunque. Un custode della rete nella tradizione di altri "grandi vecchi", come Dino Zoff, che hanno continuato a giocare fino all'età in cui altri calciatori si sono già ritirati da un pezzo. Con lui in porta, quest'anno il Manchester United è in corsa per un poker di trofei che molti commentatori danno per possibile o addirittura probabile: la Carling Cup (Coppa di Lega), in cui deve solo superare uno spento Tottenham in finale; la Premier League, dove ha distanziato già Liverpool e Chelsea e ha una partita in più da giocare; la F. A. Cup, Coppa d'Inghilterra, in cui è dato per favorito; e la Champions League, di cui è detentore del titolo. Quando Josè Mourinho è venuto recentemente a spiare una partita dei "Red Devils", in vista della sfida negli ottavi di Champions con l'Inter, forse non ha studiato solo attaccanti, centrocampisti e difensori, ma pure il portiere. Chissà se è riuscito a trovare un difetto, in grado di mettere finalmente nel sacco "Coniglio di Ghiaccio".
(ENRICO FRANCESCHINI)


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