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Puggioni, il portiere che doveva pagare. 

13.03.2009

È un portiere, Christian Puggioni, ma la sua specialità è la corsa. O meglio, la rincorsa: nel 2002 era disoccupato e pagava di tasca sua per allenarsi, oggi para in serie A per la Reggina. «La mia carriera sembra quella della pubblicità che dice ' ' niente è impossibile' ' . È iniziata con una salita e poi con una grande discesa. Sono finito sotto zero, poi ho cominciato a risalire.

E ora forse me la gusto più degli altri, perché quando perdi qualcosa e poi lo riconquisti lo assapori in modo diverso». Di giocatori che saltano una stagione, per infortunio o per problemi di salute, ce ne sono diversi. Ma questo 28enne genovese è l' unico tra A e B ad avere un buco nel suo curriculum nell' almanacco Panini e una parolina («Inattivo») a dare un senso diverso a tutto il suo percorso. «Sono cresciuto nella Samp, dai pulcini alla prima squadra - racconta Christian, che è stato anche nazionale under 18 e under 20 con Cassano -. Nel 2002 però la società ha dei problemi economici e si iscrive in ritardo al campionato: io devo passare dal regime pre-contrattuale a quello contrattuale, ma non se ne fa nulla. Così mi ritrovo con il cartellino in mano a metà luglio e l' unica soluzione che trovo è in serie D a Borgomanero. Gioco, resto anche imbattuto per 700 minuti e a fine stagione valuto l' offerta del Siena, per fare la riserva in B. La trattativa salta e io resto senza squadra, allenandomi con l' Equipe Romagna dei disoccupati». A 21 anni Puggioni non si butta giù. E rilancia: «A quel punto ho investito su me stesso, pagando di tasca mia per rientrare in pista. Grazie a un contatto ho preso un aereo per il Portogallo e sono rimasto in prova per due mesi con lo Sporting Lisbona di Cristiano Ronaldo e Quaresma. Ma avevano tre portieri sotto contratto e quindi sono tornato a casa. Mi allenavo con un amico, e gravavo ancora sulla mia famiglia, che non aveva molte possibilità. I miei genitori però mi hanno detto: ' ' Se pensi di avere le qualità per inseguire il tuo sogno noi ti appoggiamo' ' . Così l' estate dopo sono ripartito dal Giulianova in C1 e l' anno seguente a Pisa ho trovato la consacrazione». In serie A Christian ci arriva a gennaio 2007, dopo tre campionati da protagonista in Toscana. Con la Reggina gioca tre partite. Quest' anno, dopo una stagione a Perugia, è tornato in Calabria, dove ora, con Campagnolo infortunato, lotta in prima linea per la salvezza: «La lezione che ho imparato è semplice: quando ti poni un obiettivo, ti ci devi dedicare anima e corpo, senza farti scoraggiare dalle insidie e senza abbatterti mai, anche di fronte a montagne che sembrano insormontabili». Per i rimpianti o le recriminazioni non c' è tempo: «Quando vedo certi giovani che arrivano in A e si atteggiano, mi viene da sorridere: se sapessero cosa c' è realmente al di fuori del calcio...». Non tutti se la passano bene però, specie nelle serie minori: «Eppure, pur con stipendi modesti, ho visto compagni comprarsi macchine costose o pantaloni da 400 euro per recitare la parte: una follia, perché poi quando smetti rimane l' uomo, non il calciatore. È solo quello che conta». E l' uomo Puggioni cosa vede nel suo futuro? «Mi sono iscritto a Giurisprudenza. Nella vita non si mai...». Paolo Tomaselli


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