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Vent'anni senza Scirea. Zoff: "Mi manca il suo silenzio" 

03.09.2009

Oggi, Gaetano Scirea avrebbe 56 anni. Ne sono passati venti da quando ci lasciò. Se mai l’abuso dell’avverbio «improvvisamente» conserva un senso e, soprattutto, suscita un’emozione, lo dobbiamo a notizie come quella che la sera del 3 settembre 1989 - improvvisamente, appunto - mise in subbuglio le redazioni e agitò il cuore di molti appassionati. Riservato e timido com’era, non riesco a vederlo, Gaetano, nei panni di allenatore. Eppure, quella era la strada che aveva intrapreso, e quello il pretesto scelto dal destino: assistente di Zoff, era volato in Polonia a scrutinare il Gornik Zabrze, avversario della Juventus in Coppa Uefa (si chiamava così, allora). (LA STAMPA.IT)

Dino Zoff ricorda Gaetano Scirea, scomparso il 3 settembre del 1989. "Un uomo e un calciatore straordinario. Un esempio di stile e classe sia in campo che fuori. Con lui abbiamo condiviso tanti momenti, in ritiro stavamo sempre nella stessa stanza. Ricordo che durante i Mondiali di Spagna Tardelli non riusciva a prendere sonno la notte prima delle partite - racconta l'ex portiere della Juventus e della Nazionale, dal sito ufficiale della società bianconera -. Per rilassarsi veniva in camera nostra; la chiamava la "Svizzera" perchè era il posto più tranquillo del ritiro. Nel nostro modo di stare insieme, del resto, non avevamo bisogno di troppe parole, quasi sempre bastava uno sguardo". "Mi manca il suo silenzio, ma non era un musone".
Il rimpianto dell'ex portiere bianconero: "Quell'inutile viaggio. Fu il casellante in autostrada a dirmelo, diedi un calcio alla fiancata del pullman".


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