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Una porta per due: quando le big sdoppiano il portiere 

26.05.2020

Il Bayern Monaco ha deciso di tenere sia Nübel che Neuer. La tendenza è avere in rosa due grandi portieri è sempre più indispensabile


Doppio portiere per il Bayern Monaco, che ha già ingaggiato per la prossima stagione Nübel dallo Schalke 04, ma ha anche confermato l'eterno Neuer. Una coppia di grandi interpreti del ruolo, entrambi potenzialmente titolari: una tendenza sempre più diffusa tra le big mondiali. Dai tempi dei dualismi al Milan fino all'accoppiata Buffon-Szczesny alla Juventus, ecco quelle che hanno funzionato meglio. E chi, invece, ha sbagliato tutto.
Il trasferimento di Alexander Nübel in vista della prossima stagione (dallo Schalke 04 al Bayern Monaco) ha scatenato nelle passate settimane un lungo elenco di problemi. Sia al diretto interessato (che è stato privato della fascia di capitano e, secondo quanto spiegato dalla 'Bild', ha visto i propri genitori addirittura minacciati di morte), sia all'attuale numero 1 dei bavaresi. Manuel Neuer (curiosamente a sua volta proveniente dallo Schalke 04) si è infatti visto a lungo messo in discussione dall'acquisto del giovane collega. Ma la sua decisione di rinnovare il contratto non ha fatto altro che confermare una tendenza sempre più in vigore tra i top club europei: avere non uno, ma ben due portieri di caratura internazionale in rosa tra cui poter scegliere. Due titolari per una sola porta: il Bayern della prossima stagione si avvia ad avere una delle coppie di portieri di livello più alto dell'intero panorama mondiale, ma non è certo solo. E la tendenza parte da lontano.

Uno dei primi club ad adottare lo schema del "doppio portiere titolare" è stato probabilmente il Milan degli anni '90, che ebbe modo di alternare Galli e Pazzagli, Rossi e Antonioli e (dopo gli esperimenti andati a vuoto di Pagotto, Taibi e Lehmann) nel nuovo millennio Abbiati e Dida. Non mancano i casi di vecchi leoni del ruolo che hanno solo progressivamente ceduto i ranghi da titolare ai loro eredi: a Parma servì qualche anno al rampante Buffon prima di soppiantare definitivamente quel Luca Bucci che era stato anche chiamato da Sacchi a Usa '94, mentre Julio Cesar arrivò a vincere il Triplete con il numero 12 perché l'1 era ancora dell'eterno Francesco Toldo. Diverso è il caso in cui i gradi sono realmente condivisi a stagione in corso.

Se attualmente Buffon è serenamente dodicesimo nella sua Juventus, infatti, l'acquisto di Wojciech dalla Roma nel 2017 non era certo finalizzato a mettere in rosa una riserva. E infatti in quella stagione i due divisero quasi equamente i ranghi, proprio ciò che non era riuscito a fare l'anno prima Neto (che pure era stato acquistato da titolare indiscusso della Fiorentina). Il trasferimento di Buffon al PSG (con conseguente dualismo con Areola) aprì le porte della Juventus a Mattia Perin, che però a causa di infortuni e problemi vari rimase di fatto sempre un dodicesimo, tanto da uscire dall'orbita della Nazionale. Esattamente quello che non avvenne invece ad Alex Meret: il suo passaggio dall'Udinese al Napoli non gli consegnò la certezza di un posto da titolare, ma una serena coabitazione con l'esperto Ospina (e qualche occasionale inserimento financo di Karnezis). Lo stesso Napoli è stato peraltro abituato a frequenti dualismi in epoca recente: prima dell'arrivo di Morgan De Sanctis nel 2009, spesso mancò un titolare indiscusso (in particolare negli anni di Iezzo, Navarro e Gianello). Non riuscì mai a mettere seriamente in discussione i gradi di Gigio Donnarumma al Milan, invece, un altro estremo difensore proveniente proprio da Napoli e dal pedigree di tutto rispetto: Pepe Reina.

Chi da anni ha optato per due portieri in alternanza che sarebbero titolari in qualsiasi altra squadra è invece il Real Madrid. La sua porta è attualmente difesa da Courtois o Areola, che quest'anno ha preso il posto di Keylor Navas. Ma in passato ci sono stati Casillas e lo stesso Navas, Casillas e Diego Lopez. Senza dimenticare che nel 2000, quando vinsero la Champions League contro il Valencia, le Merengues disponevano contemporaneamente di Illgner, Casillas e Albano Bizzarri. Imitate nel frattempo dagli eterni rivali del Barcellona, che iniziò il millennio con interpreti del ruolo rivedibili (Hesp, Dutruel, Arnau), ma oggi vanta la coppia Ter Stegen-Neto e fino all'anno scorso aveva in rosa anche Cillessen.

Coppia di altissimo livello anche per il Manchester City, che sa di potersi affidare a Claudio Bravo (altro ex Barcellona) in assenza di Ederson. O magari... a Kyle Walker, terzino che concluse in porta la sfida di Champions League a San Siro contro l'Atalanta. Altro club che, nel suo piccolo, da anni vanta coppie di portieri entrambi potenziali titolari (attualmente sono Gollini e Sportiello). Ciò che manca invece a una grande nostrana come l'Inter, che quest'anno si è trovata a dover affrontare un problema Padelli in assenza di Handanovic. Ma chi è andato incontro alle peggiori noie negli ultimi anni è stato il Liverpool: indimenticabile la finale di Champions League 2018, in cui in assenza di Mignolet fu disastrosa la prestazione di Karius, oggi è Alisson il titolare indiscusso dei Reds. Perfettamente consapevole che alle sue spalle scalpita Adrian, capace di grandi imprese ma anche di prestazioni da mani nei capelli.


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