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Federico Marchetti in campo dopo quasi 3 anni 

28.09.2020

Il portiere non giocava in Campionato da 735 giorni....


Federico Marchetti, portiere titolare in Napoli-Genoa a causa della positività di Perin.

Poi le domande, lecite: "Quel Marchetti? Da quant'è che non gioca?". Rispondono i numeri: 735 e 661. Tradotti in giorni: 735 tramonti fa l'ultima partita di Marchetti in Serie A, Lazio-Genoa 4-1, quando salutò in lacrime i suoi vecchi tifosi e poi lasciò il posto al giovane Radu (oggi all'Inter). Back. L'ultima in assoluto, invece, quasi due anni fa: Genoa-Entella di Coppa Italia, 6 dicembre 2018. 661 sono i giorni trascorsi dall'ultima partita. Aveva 35 anni, ora ne ha 37 ed è ancora sulla barricata. "Tarzan" non molla. Si riassume in una frase: "Tengo testa al vento, quasi sempre al contrario, cambiando la direzione delle vele". Tutto Marchetti, qui, senza "ma".

Parabola strana. Montanti e ganci dalla vita, rialzandosi sempre: nel 2010 andò al Mondiale sudafricano e giocò tre partite al posto dell'infortunato Buffon, poi rimase un anno fuori rosa a Cagliari a causa di un'intervista di troppo in cui disse che gli sarebbe piaciuto andare alla Sampdoria. Cellino non lo perdonò: "Le stupidaggini si pagano". Lotito fiutò l'affare. Cinque stagioni e mezza da titolare alla Lazio, 194 partite e qualche infortunio. Grandi partite (Juve-Lazio nel 2012), errori decisivi (Ludogorets-Lazio 3-3), un trofeo: la Coppa Italia del 2013 da titolare. Nel 2017 la rottura. Il 13 febbraio, a San Siro, Marchetti accusa problemi al ginocchio e Inzaghi lancia il giovane Strakosha dall'inizio. Non uscirà più dal campo, mentre Fede vivrà un anno e mezzo fuori rosa. Altra parentesi dopo l'esperienza di Cagliari, con un pizzico di ironia. I tifosi si chiesero che fine avesse fatto e lui, su Twitter, rispose pubblicando una foto a Formello mentre si allenava: "Non si molla un centimetro. E stasera… briscola con Djordjevic (anche lui fuori rosa all'epoca ndr)". Non ha mai dimenticato Roma. "Un giorno racconterò a mio figlio del 26 maggio". Quand'è tornato da avversario ha pianto sotto la curva, in silenzio. Altra parola chiave di una carriera "di altissimi e bassissimi", come ha ricordato lui. "Il sogno non si ferma se tu continui a crederci". E lui lo fa ancora.

 


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