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Matteo Sereni, la fine di un incubo durato 11 anni 

12.03.2021

Infondate le accuse  abusi, all'ex portiere del Torino....


Le interrogazioni dei minori, che avevano portato ad accuse di abusi sui propri figli per l’ex portiere del Torino Matteo Sereni, sono state condotte “con modalità che sono l’antitesi della metodologia con la quale dovrebbe essere condotto l’esame di una minore abusata, specie in età prescolare”. Per questo motivo il gip Michele Contini del tribunale di Cagliari ha archiviato l’inchiesta a carico dell’ex calciatore, denunciato per una vicenda di violenze sui suoi figli rivelatasi quindi infondata.

Si tratta del secondo provvedimento di archiviazione, dopo quello emesso nel dicembre del 2019 dal gip del tribunale di Torino, Francesca Firrao. Nel filone cagliaritano appena conclusosi si era ipotizzata perfino la realizzazione e la vendita di filmati a sfondo pornografico. Michele Galasso e Giacomo Francini, legali di Sereni, hanno affermato che “i minori sono stati a lungo interrogati con modalità inappropriate e potenzialmente suggestive di falsi ricordi” sia dalla moglie separata che dalla ex suocera, e anche dai consulenti tecnici in sede civile e penale. “La vicenda è così definitivamente chiusa”, hanno aggiunto i due avvocati.

Come osservato dallo stesso tribunale, “è sperimentalmente provato che un minore, quando è incoraggiato e sollecitato a raccontare da parte di persone che hanno una influenza su di lui, tende a fornire la risposta compiacente che l’interrogante si attende e che dipende in buona parte dalla formulazione della domanda”. “Tali incoraggiamenti – aggiunge il gip – sono stati molteplici, sia da parte degli stretti congiunti, sia da persone estranee al loro ambito familiare”.

Per l’ex portiere è la fine di un lungo periodo buio. “Dal momento in cui sono stato travolto dalle accuse – ha dichiarato – la mia esistenza è andata in fumo. Dopo un primo giudice che mi ha reso giustizia, oggi un altro giudice, dopo undici anni di calvario giudiziario, ha posto la parola fine a questo incubo”.


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