logo 2018 rev2 def

Milan: tutto su Maignan. Alla scoperta del nuovo Portiere rossonero 

25.05.2021

La storia e i successi del portiere francese...


Ha incrociato il Milan nelle due gare del girone in Europa League nel 2020. Il 5 novembre con la vittoria per 3-0 a San Siro del Lille (fu quella la prima sconfitta in assoluto post lockdown della squadra di Stefano Pioli) e il 26 novembre nel ritorno della fase a gironi (match terminato 1-1). Maignan aveva dimostrato grande personalità tra i pali e nelle uscite alte. Al Meazza, vuoto a causa della pandemia, aveva dimostrato carattere e presenza, guidando la difesa a voce alta. Dando sicurezza al reparto, qualità che in un portiere non guastano mai. Considerato un portiere top, è alla prova del nove per quanto riguarda l’ambientamento del campionato italiano e in uno spogliatoio come quello milanista

Cresciuto a pochi chilometri da Parigi, a Villiers-le-Bel, un comune di poco più di 20mila abitanti, «Magic Mike» capì di voler fare il portiere in una partitella con gli amici. All’età di 12 anni aveva già gli occhi addosso delle migliori accademie francesi: la Inf Clairefontaine (una delle migliori scuole calcio di Francia) e il Psg su tutte. Al calcio deve tutto. Lo ha salvato dalla strada e dai pericoli di una periferia difficile, da una vita malavitosa, dal crimine. Non era, però, uno studente modello. Pensava a giocare e ad allenarsi, quello sì. Ma sui libri proprio non riusciva a starci: «O cambi atteggiamento o da noi non vieni», il diktat dei club interessati. Messaggio ricevuto. Cambia atteggiamento e nel 2009, a 14 anni, sbarca nelle giovanili del Psg. E il suo primo traguardo viene centrato.

Conquista il primo titolo: il campionato Under 17 con Rabiot (oggi alla Juventus: «Con Adrien ci siamo quasi menati, la seconda volta che ci siamo visti. Colpa di una battuta che lui ha preso come mancanza di rispetto. È un tipo tranquillo, ma ha un carattere molto forte. Da allora andiamo d’accordo») e Kimpembé e nel 2013 firma il suo primo contratto da professionista. In prima squadra – il tecnico di allora è Laurent Blanc – è il terzo portiere. Dietro a Douchez e Sirigu, idolo dei tifosi del Parco dei Principi. Fa in tempo a litigare con Ibrahimovic, che ora ritroverà proprio in rossonero. «Anche se non ci sentiamo più da tempo, Zlatan mi piace. È un tipo vero che ti dice le cose in faccia — ha raccontato un giorno Mike —. Ma mi è capitato di rispondergli a tono, anche se all’epoca ero un ragazzino. Ricordo un allenamento, a 17 anni, al primo anno da professionista. Ibrahimovic calciava pallonate a 400 all’ora, manco dovesse segnare a Buffon o a Julio Cesar. Non riuscivo a parare e allora mi dice: “Sei un portiere di m...”. Solo che subito dopo gli paro un tiro e là non potevo non rispondergli e gli ho detto: “E tu sei un attaccante di m...”. Sul momento mi ha ignorato ma poi in spogliatoio mi ha detto che mi apprezzava e ho capito che mi piaceva non solo come giocatore ma anche come persona».

Con il Psg non debutterà mai. Così nel 2015 va al Lille. Diventa titolare nel 2017 aiutando la squadra a tornare in Champions e venendo nominato miglior portiere della Ligue1. Inizia la sua ascesa, fino al campionato vinto battendo il Psg in una volata entusiasmante. Subendo soltanto 22 gol in 34 gare. Adesso una nuova scommessa: il Milan.


Condividi