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Poluzzi è il portiere meno battuto d’Europa. Superato anche Buffon 

29.04.2022

Il portiere del SudTirol ha appena conquistato la Serie B...


Il portiere meno battuto d’Europa in tutti i campionati professionistici con soli 9 gol incassati: non c’è che dire, uno straordinario traguardo per Giacomo «Jack» Poluzzi, estremo difensore del Südtirol che ha centrato la promozione in serie B con i biancorossi e può fregiarsi di questo fantastico titolo. Ha mantenuto l’imbattibilità della sua porta per 1.089 minuti (recuperi compresi) battendo il record di Gigi Buffon, che con la Juve, nel 2015-16 si era fermato a quota 973 minuti, e che rimane tuttora la quota ancora da superare in serie A.

Faceva il raccattapalle al Dall’Ara, il mito Baggio e giocava in attacco

Nato a Bologna 34 anni fa, da ragazzino faceva il raccattapalle al Dall’Ara quando in campo c’erano giocatori come Roberto Baggio. Ha giocato un po’ in tutte le categorie partendo dalla serie D nel Crevalcore, poi tanta C, ma soprattutto ha esordito sia in serie B con la Spal, sia in serie A sempre con la maglia degli emiliani, nel maggio 2019, dove era il terzo portiere . Ora per lui che, al di là dei pochi gol subiti, è stato uno dei più forti portieri di serie C della stagione, il ritorno nella serie cadetta, sempre che il direttore sportivo Paolo Bravo gli prolunghi il contratto che scadrà a giugno. E dire che da piccolino, a cinque anni, quando ha iniziato con il calcio, era un attaccante esterno, poi un giorno, come si fa un po’ con tutti i ragazzini, lo hanno messo a difesa dei pali, la cosa gli è piaciuta, anche se ha continuato a svolgere entrambe le mansioni fino a 9 anni quando il suo allenatore dell’epoca lo costrinse in qualche modo a scegliere e lui a quel punto non ha avuto dubbi, optando per il ruolo di estremo difensore. A Bolzano è arrivato due stagioni fa, in una provincia che lui conosce benissimo.

La morte del padre e il buddismo

Ogni inverno infatti saliva in Alta Badia con il suo compianto papà, per godersi la settimana bianca. Una passione, quella per lo sci, che Jack ha dovuto giocoforza mettere da parte una volta che la carriera sportiva ha preso il volo, ma che spera di riabbracciare in compagnia dei suoi due figli, Niccolò e Leonardo, una volta appesi gli scarpini al chiodo. Intanto si dedica alla lettura, soprattutto biografie di calciatori da cui cerca di apprendere qualche segreto, ma anche libri di meditazione e sul buddismo. Il portierone infatti otto anni fa, quando giocava nell’Alessandria, ha abbracciato, grazie a un compagno di squadra, la fede buddista. Proprio, guarda caso, come quel calciatore che andava a vedere da bambino al Dall’Ara, Roby Baggio.

Solo nove gol subiti, ora sogna il rinnovo

Come ha spiegato in diverse occasioni, questa dottrina lo ha aiutato a superare alcuni momenti bui della sua vita, in primis quello legato alla perdita dell’amato papà, quando la botta è stata difficile da assorbire e ad un certo punto si è trovato davanti ad un bivio: da una parte il fallimento, dall’altra la possibilità di migliorarsi e rialzarsi. I compagni lo chiamano lo «squalo» per sottolinearne la determinazione e la fame sempre dimostrata in allenamento e in partita. La mancanza di pazienza l’ha sempre indicata come il proprio difetto. Ma di pazienza ne ha avuta lui e anche il Südtirol, per coronare la promozione. A Trieste l’ennesima gara imbattuto nella stagione e il trionfo. Ora manca solo il rinnovo.


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