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La saggezza di Gollini: "Per il portiere l'età è solo un fattore" 

24.12.2019

Alla scoperta di uno dei portieri rivelazione della Serie A...


Portiere-rapper e ragazzo estroverso, Pierluigi Gollini ha raccontato vari aspetti della sua vita da calciatore ai microfoni della pagina Instagram Cronache di Spogliatoio.

IN CAMPO “Sono molto calmo quando gioco. Resto concentrato, bisogna farlo perchè nel mio ruolo è la chiave. Mi piace restare tranquillo mentalmente, penso mi aiuti a essere lucido e non farmi prendere dall’andamento delle cose durante la partita. L’esperienza la fai giocando. Guardate Donnarumma: ha 20 anni e oltre 100 presenze in Serie A. L’età è solo un fattore. Provo un misto di istinto e sensazioni. Ai nostri livelli studiamo molto gli avversari: mi è capitato di cambiare decisione all’ultimo seguendo il mio istinto. Contro Immobile, ad esempio, avevo deciso di andare sul lato: quando ero lì, avevo la sensazione che calciasse dall’altra parte, ma mi sono detto ‘Vado dove credo’ e alla fine avrei dovuto seguire l’istinto. Lo avevo visto quando li batteva in Nazionale“.

LE GRANDI PARATE “Quando fai una parata importante, percepisci di averla fatta. Ti dà una scarica di adrenalina diversa. Per un portiere, l’esserci sempre con costanza è basilare. Questo fa la forza di un grande portiere. Spesso la gente si fa ingannare dal tuffo. A volte vengono attribuite grandi parate a gesti normali, invece altre volte fai grandi parate di reazione stando in piedi che non risaltano all’occhio. Mi è capitato di fare parate veloci restando in piedi, e solo dentro di me so di aver compiuto una grande parata“.

LA MAGLIA 91 PER DENNIS RODMAN In origine vestì la maglia numero 91: “Il numero sulla maglia era per lui. Aveva quella sana follia che tutti dicono noi portieri dobbiamo avere”

L’ESPERIENZA DI MANCHESTER “Mi chiamarono i miei genitori dicendomi: ‘Veniamo a trovarti a Firenze, andiamo a cena insieme’. A un certo punto, mio padre ha tirato fuori un bigliettino da visita dello United e lì ho capito. Era qualche mese che mi chiedeva se me la sentivo di andare all’estero, cercando di scherzarci sopra. Tra i compagni che più mi ha impressionato c’era Ravel Morrison, che ha giocato anche nella Lazio, ha avuto una storia particolare. Quando sono arrivato allo United era nelle Riserve con Pogba, Fornasier, Keane dell’Everton, Lingard. Erano una squadra fortissima. Lo volevano mandare via ma Ferguson ne era innamorato. Nel primo allenamento che ho visto, ha segnato di prima di rabona. E all’Aston Villa c’era Jack Grealish, che adesso ne è capitano“.

LA PASSIONE PER IL RAP “Andare in Inghilterra mi ha fatto scoprire ancora di più questo genere. Già alle medie ascoltavo Mondo Marcio, Fabri Fibra, Gué Pequeno. Musicalmente andare lì è stata una cosa davvero bella, c’erano tanti ragazzi africani e sudamericani che mi hanno fatto scoprire dei suoi diversi. In Italia, a livello culturale, quello che è successo con il rap è stato un grande cambiamento. Una vittoria per il genere“.


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