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Covid-19: Agazzi non tornerà più in campo 

18.05.2020

Il portiere ha deciso per il suo ritiro...


In campo lui non ci tornerà. Ha fatto un passo indietro Michael Agazzi, in porta col Chievo l’11 maggio del 2014 nel giorno della soffertissima salvezza. Sei mesi al posto di Puggioni, sei anni dopo fermo nella sua decisione di rompere il contratto con la Cremonese. «Scelta sofferta ma ponderata. Mi sono reso conto che nella situazione causata dal contagio da covid-19 il mio amato calcio è passato in secondo piano», la verità di Agazzi, nativo di Ponte San Pietro, terra bergamasca lacerata dal coronavirus. La Cremonese non ha potuto far altro che accettare, con la rescissione motivata da «ragioni strettamente personali». Non giocava più Agazzi, l’ultima volta in campo il 29 dicembre col Pordenone ed in panchina il 7 marzo col Frosinone, prima della sosta, dopo essersi ripreso da una distorsione al ginocchio destro. La sua carriera, dopo il Chievo, ha vissuto due anni di gelo fra Milan e Middlesbrough, senza mai giocare fra alta Serie A e Premier League. Finito in fretta nel dimenticatoio, dopo le acrobazie di Cagliari e i primi passi mossi a Zingonia nella casa dell’Atalanta. «Credo che le società di calcio», il punto di Agazzi, «pur facendo il massimo sforzo per consentire ai propri calciatori di lavorare in sicurezza, non riescano a garantire al cento per cento la tutela della loro salute. Vedo inoltre che all’orizzonte starebbe per profilarsi un lungo periodo di ritiro, al quale risponderei di no», aggiunge. Discorso chiuso. Un taglio netto, a 35 anni, dopo 136 presenze in A e 130 in B. Il Chievo l’aveva preso dal Cagliari a gennaio del 2014, scambiandolo con Silvestri con l’idea di dargli in fretta una maglia da titolare. Dentro subito nella sconfitta con la Juve e poi nella vittoria dopo nove turni di astinenza col Catania di Rolando Maran, suo allenatore ai tempi della Triestina. Corini aveva da tempo preso il posto di Sannino, a caccia di un’impresa che il Chievo centrò proprio a Cagliari che nei primi sei mesi di stagione Agazzi l’aveva messo fuori rosa per divergenze sul rinnovo del contratto. Da Veronello se ne andò senza rimpianti, quando la società scelse di puntare su Bardi finché Maran, sostituto di Corini dopo la batosta dell’Olimpico con la Roma, si affidò completamente alle mani forti e sicure di Bizzarri. Dopo due annate silenziose la ripartenza dalla B del Cesena, quindi l’Alessandria in Lega Pro in cui incrociò per un attimo Michele Marcolini prima di andarsene ad Ascoli e di richiamare poi le attenzioni della Cremonese. L’occasione per tornare in Serie A, una proprietà ambiziosa e tutte le condizioni per rinascere. Così almeno pareva. Invece il campionato ha detto altro, perché la Cremonese oggi sarebbe ai playout col Venezia. Quindi l’infortunio. L’ultima botta, la più subdola, gliel’ha data il coronavirus. (Fonte: larena.it)


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