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Barthez: "Hanno rovinato i portieri con la fissazione di giocare con i piedi" 

01.04.2022

L'ex Nazionale francese attacca: "Tutti giganti passivi..:" 


A L’Equipe: «Non escono, sono passivi, si mettono in porta e aprono le braccia per coprire la porta. Agli allenatori dico: basta stronzate»
Su L’Equipe una strepitosa intervista a Fabien Barthez portiere della Francia campione del mondo e d’Europa. Parla del portiere, della trasformazione del ruolo.

Quando vedo un portiere commettere un errore, mi sento triste per lui. E penso che il calcio stia andando nella direzione sbagliata. Negli ultimi cinque, sei anni, questo gioco è cambiato molto tatticamente e ha avuto un enorme impatto sulla posizione del portiere.

Ormai i portieri sono identici, giocano tutti allo stesso modo, reagiscono nella stessa maniera, è diventato un ruolo completamente stereotipato. Oggi, un portiere deve essere alto 1,92, occupare spazio in porta ed essere bravo con i piedi. Ci sono troppi portieri che interpretano in maniera passiva il ruolo, aspettano che la palla arrivi loro. E poi c’è questa ossessione per il gioco con i piedi e i passaggi corti. Ok, conta, ma un portiere non è un numero 10. Un portiere non è un regista, se sbaglia con i piedi è gol nove volte su dieci.

È tutto completamente assurdo. Siamo arrivati a un tale eccesso che i portieri ormai hanno completamente smarrito la propria creatività. (…) Se l’avversario ti mette in difficoltà con il pressing, tu continui con i passaggetti altrimenti il tuo allenatore ti sgriderà. È stupido.


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